Nuovo store per i prodotti lavabili

Nuovo store per i prodotti lavabili

Era da tanto che avevo in mente di farlo, ma tra la gravidanza e il parto e mettiamoci anche il lockdown 😅 i tempi si sono allungati.


L’idea mi è venuta in gravidanza interessandomi al mondo dei lavabili.


In gravidanza e poi dopo il parto, sarei rimasta a casa e lavorando a partita iva, sarei stata ferma in maternità e non avrei guadagnato nulla, ecco l’esigenza di risparmiare.

In realtà il mondo dei lavabili è un risparmio per noi, ma anche per l’ambiente🌍


Prima di partorire, ho acquistato qualche marca di pannolini lavabili, mussole, assorbenti lavabili e altri prodotti lavabili. Appena è nato Emanuele, in pieno lockdown, mi sono detta che era il momento di iniziare.

Se volete sapere come mi sono trovata:

Da li è iniziato l’amore per i prodotti lavabili😍

Ci vuole un pò di impegno all’inizio, per capire come funziona e per utilizzarli, ma poi ti ripagano tutto il tempo e i soldi spesi.

Ho pensato quindi che avrei potuto aiutare anche altre mamme a intraprendere questo bellissimo percorso per una vita più pulita e ecologica.

Ecco che è nato il nostro store www.bimboinarrivo.store 🥰
Nuovo store per i prodotti lavabili.

Dai pannolini lavabili agli assorbenti lavabili, ma anche tanti altri prodotti per la mamma e il bimbo. Venite a dare uno sguardo 🤪

Tagliare le unghie del neonato

Tagliare le unghie del neonato


Le unghie dei neonati crescono molto, almeno una volta alla settimana siamo costretti ad accorciarle.

I primi 1-2 mesi è facile tagliarle, sono così tenere che basta forzare un attimo in un angolo e si strappano come un foglio di carta.

Dal 2-3 mese in poi sono più dure ed è consigliato l’uso della limetta quella leggera di carta.

Le forbici per le unghie del bambino si dovrebbero usare dal 3-4 mese in poi.

Prima è consigliato l’uso solo della limetta. Siccome è molto facile che con il taglio delle forbici, si incida o si tagli, le pellicine delle dita e faccia infezione. Poi una volta che sopraggiunge l’infezione risulta tutto più complicato. La crema non si può mettere perchè la lecca e antibiotico via bocca quando è piccolo, non è il caso.

Sistemare le unghie con la limetta non è molto facile perché il bimbo deve stare molto fermo e poi le unghie sono morbide quindi bisogna essere delicati.

Io le taglio quando lui dorme, così è più facile.

Le unghie delle mani sono comunque semplici, quelle dei piedi essendo molto piccole e tonde non è facile.

Alla fine quando ero costretta a usare solo la limetta le unghie rimanevano comunque sempre lunghe.

Dal 3-4 mese che sono passata alla forcina per bimbi, quelle con le punte arrotondate è tutto molto più semplice. Intanto le taglio una volta alla settimana e ora della settimana dopo sono moderatamente lunghe e poi riuscendo a fare bene gli angoli arrotondati non graffia più come un leoncino.

Prima mi graffiava sempre tutta e anche lui lo trovavo graffiato. Infatti il problema è che oltre essere una cosa antiestetica, se non si tagliano le unghie, lui si graffia.

Le unghie delle mani crescono comunque molto di più di quelle dei piedi fortunatamente.

Ora che è così piccolo e il mio bimbo si muove molto in braccio io non riesco a tagliarle quando lui è sveglio o comunque non mi sento tranquilla, mica che gli taglio un dito nel frattempo 😅.

Poi quando diventano più grandi e calmi in braccio, si può raccontare delle storie, delle filastrocche, cercare di renderlo un gioco, un’abitudine.

Estate, zanzare e punture come proteggere i nostri bimbi

Estate, zanzare e punture come proteggere i nostri bimbi

Punture di zanzara bimbo. Come proteggerli al meglio

L’estate è arrivata e con lei anche le prime zanzare con le loro punture.

Sembra che le zanzare e i neonati o in generale i bambini si attirano come due calamite, come il miele e le api.
Le zanzare sono attratte dal profumo dei neonati.

Il problema è che la loro pelle è delicata e non si possono mettere i normali prodotti repellenti per le zanzare, ma solo dei prodotti studiati ad hoc per loro.

Io sto usando una crema alla citronella e anche un fermaglio per i vestiti sempre alla citronella. Esistono anche dei cerotti da mettere sulla pelle del bimbo con la citronella. Sembra funzionino e tengono lontane le zanzare e le loro punture, ma come al solito l’unico punto dove non spalmo la crema è quello dove lo pungono.

Cream naturale alla citronella per neonati contro le punture di zanzara.
Fermaglio alla citronella contro le zanzare per bimbi piccoli e neonati.
Confezione clip alla citronella contro lei unture di zanzare, apposta per il vostro bimbo.

Di solito i punti preferiti dalle zanzare per pungere sono testa, occhi, faccia, gambe e mani.

La cosa strana è che non esce subito il bozzo della puntura ma deve passare un giorno perché si veda sulla pelle il segno della puntura, perché loro non si grattano.

Quindi ci si accorge poi quando è tardi che è stato divorato purtroppo.

La cosa positiva che tempo 1 o 2 giorni massimo scompaiono da soli. Ma vederlo con tutte le punture dispiace, perché gli daranno sicuramente fastidio.

Esistono creme naturali con calendula da spalmare per alleviare il rossore.


Se siete in casa uno dei miglior rimedi è quello di utilizzare gli zampironi a corrente che possono essere inseriti nella presa di corrente.
Accesi qualche ora prima di andare a dormire faranno passare a voi ed al vostro piccolo una notte tranquilla e senza fastidiosi ronzii.
Anche se molti prodotti oggi non richiedono di areare il locale prima di passarci la notte, per sicurezza voi comunque lasciate sempre aperte le finestre prima di di mettere a dormire il bimbo.

Ecografia alle anche del neonato

Ecografia alle anche del neonato

Ecografia alle anche del neonato

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Prima del compimento del 3° mese va fatta l’ecografia alle anche.

Questo esame serve per verificare lo stato delle anche, per correggere o identificare la displasia evolutiva dell’anca.

È utile farla entro il 3° mese di nascita perché dal 4 mese il bimbo inizia a voler alzarsi e a fare peso sulle gambe e di conseguenza sulle anche.

Che cos’è la displasia evolutiva dell’anca?

La displasia evolutiva dell’anca (o DCA) Ã¨ una delle malformazioni congenite ortopediche più diffuse al mondo e comprende un insieme di anomalie dell’anca e della testa femorale, come l’instabilità, la sublussazione, la lussazione e anomalie morfologiche dell’acetabolo.
In caso di posizione scorretta, si può andare incontro a una sublussazione o lussazione della testa femorale.
La displasia evolutiva dell’anca, se non correttamente trattata o non individuata, può portare a artrosi precoce o zoppicamento.

Le cause della displasia all’anca dipendono da diversi fattori, che sono genetici e ambientali.

Tra questi ci sono la familiarità, la posizione all’interno dell’utero durante la gravidanza (ad esempio, se il bacino del bimbo sta poggiato alla colonna vertebrale della mamma oppure se è podalico), la presenza di più feti (gemelli), la scarsità di liquido amniotico, alcune malformazioni degli arti inferiori, malattie neurologiche, la lassità dei legamenti (spesso è solo transitoria).

I primogeniti hanno più possibilità di soffrire del disturbo perché in una primipara l’utero di distende meno e comprime di più il bambino.

Ecco perché è fondamentale fare una diagnosi preventiva dell’anca.
Il pediatra può effettuare la cosiddetta manovra di Ortolani-Barlow per verificare lo stato delle anche

Come si effettua la manovra di Ortolani-Barlow?

Con il neonato in posizione supina, il pediatra mette le gambe ad angolo retto rispetto al bacino ed effettua una serie di movimenti precisi di flessione, abduzione e rotazione. La manovra però non è sicura al 100%, quindi si preferisce fare anche l’ecografia.

Come si esegue l’ecografia?

Il bimbo viene svestito, tolti i pantaloni, calze e il pannolino.
La dottoressa procederà a eseguire l’ecografia posizionando il bimbo prima su un lato poi sull’altro sdraiato sul lettino. Con il gel e l’ecografo verificherà lo stato delle sue anche. Il risultato viene dato subito.

Nel nostro caso tutto ok!

Dicono che le femminucce ne soffronano 5 volte maggiormente dei maschi

Seconda visita dalla pediatra, com’è andata

Seconda visita dalla pediatra, com’è andata

Visita dalla pediatra

La seconda visita dalla pediatra va fatta entro il 3° mese di nascita.

Di solito è da fare prima della prima vaccinazione, così da verificare lo stato di salute ed eventuali problemi per la vaccinazione. E’ bene se si hanno dubbi in merito alla vaccinazione, parlarne con la propria pediatra così da chiarire.

Ecco com’è andata la prima vaccinazione.

Regole per la visita in tempo di covid:

  • Conferma della visita una settimana prima, via mail
  • Alla visita può entrare solo uno dei due genitori, infatti poi serve il foglio della delega dell’altro genitore, così che sia a conoscenza della visita
  • È necessario un orario preciso per l’appuntamento, miraccomando la puntualità, per non creare code di pazienti che aspettano
  • Essere in buona salute
  • Misurazione temperatura con disinfezione mani e la solita mascherina

Se volete sapere sapere com’era andata la visita precedente.

Emanuele dormiva, almeno abbiamo fatto tutto con calma.

Appena entrati l’assistente della dottoressa l’ha svestito, pesato e misurato 6.150 kg per 62 cm, un bel cicciotto.

La dottoressa ha controllato il cuore, occhi, genitali, gambe, testa.

Nel caso della testa, ha guardato se era ancora storta, un po ancora lo è. Mi ha consigliato ancora di posizionarlo nel lettino con la testa inclinata dal lato che poco storto.

La visita è stata più veloce della prima volta. Ha detto che è tutto ok, che cresce bene di continuare così.

Mi ha anche detto che vedendo quanto cresce di peso e quanto mangia di latte artificiale al giorno, 120-150 ml, cinque volte al giorno. Forse è il caso di iniziare prima con lo svezzamento della frutta.

Di solito l’inizio dello svezzamento, se solo allattamento esclusivo al seno, si fa verso il 5-6 mese di nascita, ma se l’allattamento è misto, come il mio, dai 4 mesi è mezzo in poi.

Poi bisogna valutare ogni caso è a se.

Nel caso di Emanuele, essendo un gran mangione, mi ha consigliato se supero i 180 ml di latte alla volta, al giorno, di dirglielo che iniziamo anche prima dei 4 mesi e mezzo con la frutta. Siccome mi spiegava che molto probabilmente non gli basta più il latte e quindi rimane troppo affamato.

Anche perché in teoria dal 3 mese in poi, si dovrebbero allungare i tempi di pausa tra una poppata è l’altra, ma in realtà, dalle 3 ore minimo tra una poppata e l’altra, anticipa a 2 ore e mezza.

Secondo lei molto probabilmente lui è troppo affamato.

Proprio un maschio 😅😅.

La prima vaccinazione

La prima vaccinazione

La prima vaccinazione del nostro bimbo, come funziona

La prima vaccinazione va fatta entro il 3° mese di vita.

Per quanto avevamo un po di timore, ma è sempre meglio vaccinare, è più sicuro, soprattutto in questo periodo di Covid.

Di solito arriva via posta un foglio per il piano vaccinale negli anni e le date di vaccinazione.

In pratica, in tempi di Covid, non ci è arrivato nulla. Anzi ho dovuto mandare io una mail al centro vaccinazioni di zona, per informarli che Emanuele non aveva ancora fatto la vaccinazione e stavano per scadere i 3 mesi. Poi mi hanno chiamato loro per programmare la data. Alla fine mi hanno fissato la visita 3 giorni prima dello scadere dei 3 mesi.

Sinceramente ho preferito farla così in la, perché è un po più grande e magari ha meno problemi.

Mi hanno mandato via mail tantissimi fogli da leggere e firmare e poi portare alla visita. Forse ci hanno mandato tutti questi fogli, per fare in fretta siccome non è possibile entrare in 2 persone, in questo momento.

Via mail ci hanno anche inviato le informazioni sul tipo di vaccinazione, sul piano vaccinale negli anni e anche eventuali problemi dopo la vaccinazione.

Di solito la prima dose di vaccino, sono 6 tipi di vaccinazioni, ma in tempo di Covid sono 8. Due punture dove sono raggruppati tutti.

La prima vaccinazione comprende:
POLIOMIELITE – dose 1
TETANO – dose 1
DIFTERITE – dose 1
PERTOSSE – dose 1
EPATITE B – dose 1
HAEMOPHILUS – dose 1
PNEUMOCOCCO – dose 1
ROTAVIRUS – dose 1 (gocce)

La vaccinazione va sempre fatta dopo la visita di controllo della pediatra, del 3 mese di vita. Dove verificherà lo stato di salute del bimbo e se avremo dubbi o perplessità possiamo chiedere a lei.

Io ho espresso la mia più grossa preoccupazione che era, se gli fosse venuta la febbre. Lei mi ha tranquillizzato spiegandomi che non sempre viene la febbre, di solito poche linee, almeno per la prima vaccinazione.

Mi ha consigliato di acquistare la tachipirina in gocce preventivamente e un termometro elettronico così da essere preparati. La tachipirina e le dosi erano spiegate anche nei fogli della vaccinazione che mi hanno inviato. Di solito è più comoda in supposte, ma avendo anche la vaccinazione del Rotavirus, dove è molto facile avere poi dissenteria, mi ha consigliato le gocce di tachipirina.

Siamo arrivati al giorno della vaccinazione con tutti i fogli compilati e tachipirina e termometro acquistati.

Ah dimenticavo la vaccinazione è gratuita!.

La vaccinazione consiste in 2 punture fatte su entrambe le cosce del nostro neonato e delle gocce che gli somministrano al momento.

Poi bisogna rimanere per circa 20 min in sala d’aspetto per normale prassi. Non ha pianto molto, poi l’ho attaccato subito alla tetta e fine. Tutto ok.

La sera era un po stanco e noioso, la notte quando si è svegliato per mangiare mi è sembrato un po caldo, gli ho misurato la febbre nel culetto, consigliano sempre da lì. Era 37.9, la temperatura rettale è sempre maggiore di solito 37.5.

Con la mia pediatra ci siamo accordati, che avendo una famigliarita verso le convulsioni febbrili e non sapendo se è ereditario per lui. Abbiamo preferito dargli la tachipirina superati i 37.5 di temperatura rettale. Così abbiamo fatto.

Le goccine di tachipirina vanno diluite in poca acqua, è un pò un’impresa perché sono amare e mi ci è voluto mezz’ora ora che le prendesse in un biberon. Se avesse avuto la febbre alta, sarebbe stato difficile ecco, perché sono meglio le supposte.

Le goccine di tachipirina durano 4-6 ore, massimo 3 somministrazioni al giorno.

Il mattino gli ho controllato la temperatura ed era 37.2, poi era sempre un po caldino, forse un po di debolezza, ma ora di sera gli è passato tutto. Continuava a dormire 😴 poi il giorno dopo era già in forma e non ha neanche avuto dissenteria.

La prima è andata, la prossima al 5 mese!!

Ciclo mestruale dopo il parto

Ciclo mestruale dopo il parto

Subito dopo il parto ci sono molte perdite ematiche dovute al parto. Non a caso nella lista di cose da portare in ospedale ci sono gli assorbenti post parto e gli slip monouso.

Sono normali perdite più abbondanti del solito ciclo mestruale. Servono a ripristinare il nostro utero, anche la suzione del nostro neonato al seno incentiva il ritorno alla normalità dell’utero.

Queste perdite continuano molto abbondanti fino a una settimana 10 giorni dopo il parto, poi iniziano ad attenuarsi.

È bene in quei giorni lavarsi molto spesso con un detergente delicato e cambiarsi spesso l’assorbente siccome ci possono essere punti o comunque i cambiamenti ormonali possono facilitare infezioni.

Dopo i 10 giorni il flusso inizia a diminuire, all’inizio comunque si dovrà indossare un assorbente dopo anche un salva slip. Dura in media un mesetto tra perdite leggere e altro.

Dopo il mese per la ricomparsa del ciclo mestruale se si allatta è facile che ci vorranno mesi ora che ritorni.

Se invece non si allatta già dal secondo mese si potrebbe vedere la ricomparsa del nostro ciclo mestruale.

L’allattamento rallenta la ricomparsa del ciclo, ma non vuol dire che non è possibile rimanere incinta.

Si può avere comunque l’ovulazione, quindi è bene prendere delle precauzioni se non si vuole rimanere subito incinta.

Di solito comunque nei mesi che il ciclo non compare, i cicli mestruali sono anaovulatori. Ma succede molto spesso invece che qualche mamma rimanga incinta proprio nei primi 3 mesi dopo il parto.

Siccome gli ormoni sono completamente sballati e favoriscono anche una possibile gravidanza.

Io ho a testimonianza mia sorella che dopo 3 mesi dal parto era già incinta, comunque lei non aveva allattato.

Il ciclo invece per chi allatta potrebbe anche ricominciare anche al 5-6 mese, siccome i livelli di prolattina inibiscono l’ovulazione, bisognerà vedere, il mio non si è ancora fatto vedere.

Comunque se non ricompare dopo 6 mesi è bene segnalarlo al proprio ginecologo.

Il primo ciclo dopo il parto può essere molto più abbondante e sballare nei mesi successivi. I livelli ormonali e le nostre ovaie devono riprendere il ritmo.

Crosta lattea

Crosta lattea

Ho notato sulla testa di Emanuele la comparsa di alcune crosticine gialle. Diciamo che non si vedono molto, sono nascoste dai suoi capelli, però ormai sono passate un po di settimane e non sono ancora scomparse.

Mi sono informata dalla pediatra e mi ha detto che è crosta lattea.

L’hanno chiamata così un pò di anni fa, pensavano fosse dovuta al latte materno, ma poi è stato tutto smentito.

Da cosa è dovuta:

  • ormoni materni che alterano l’equilibrio ormonale
  • sovrapproduzione di sebo a livello del cuoio capelluto
  • processo di rigenerazione cutanea difficoltoso
  • presenza di un fungo
  • intolleranza al lattosio

Quando dura:

Dura di solito 1 mese o comunque fino al 4 mese

Come favorire la guarigione:

  • lavare i capelli con shampo neutro
  • pettinate i capelli con un pettinino per far staccare le crosticine, ma non insistere se non si staccano per non irritare la pelle
  • mettere dell’olio per tenere morbida la cute, meglio se olio di mandorle, jojoba, borragine o cocco.

Non causa fastidi al neonato e non causa problemi è solo una cosa anti estetica.

Si manifesta con una desquamazione untuosa con crosticine gialle sulla testa può espandersi alle sopracciglia, orecchie e mento.

Di solito si risolve spontaneamente senza ricorrere a rimedi e non è neanche il caso di grattare le crostine. Aspettiamo che passi intanto non si nota tanto.

Il primo bagnetto

Il primo bagnetto

il mio primo bagnetto

Uno dei momenti più emozionanti dopo il ritorno a casa è il primo bagnetto.

È un momento molto intimo e un ricordo che non ci scorderemo mai.


Per il primo bagnetto è consigliabile aspettare la caduta del cordone ombelicale.

Molti non vietano di farlo anche prima, ma poi bisogna asciugare bene il cordone ombelicale perché non deve rimanere umido per non fare infezione. Di solito il cordone si stacca dal 10-30 giorno dalla nascita. Facciamo attenzione che la base sulla pelle non sia rossa se no va fatto vedere.


Il primo bagnetto è un momento intimo che va condiviso con il papà e i familiari stretti.


Quando va fatto:

  • con mamma e papà e nel caso fratelli
  • con cordone ombelicale staccato
  • la sera dopo il pasto, prima di andare a letto, siccome concilia il sonno, lo rilassa
  • Il neonato non deve essere malato
  • Almeno una volta alla settimana, anche tutti i giorni se volete
  • Quando mamma e papà sono rilassati e hanno tempo da dedicare al piccolo


Cosa serve:

  • Vaschetta per il bagnetto in alternativa anche il lavandino del bagno se è abbastanza ampio
  • Sapone neutro liquido per neonati o anche amido di riso
  • Asciugamano per neonato o un asciugamano grande
  • Termometro acqua o si può misurare con il gomito se non scotta, deve essere 37 gradi l’acqua della vaschetta
  • Spugna morbida naturale, se no si può usare anche le mani per sciacquare il bimbo
  • Phon o stufetta per scaldare l’ambiente, devono esserci almeno 22 gradi nella stanza
  • Vestiti e pannolino puliti per il cambio

Noi abbiamo aspettato quasi 3 settimane prima di farlo, cosi che cadesse il cordone ombelicale.
Lo abbiamo fatto la sera dopo aver mangiato al seno, prima di dargli latte artificiale.

Il latte artificiale è un po pesante sarebbe meglio darglielo dopo il bagnetto. Non opportuno fare il bagnetto a stomaco vuoto perché potrebbe essere agitato e non godersi il bagno.

Emanuele era mezzo addormentato e non si è quasi accorto che era tutto nudo.😅

Alcuni neonati appena vengono messi nell’acqua siccome si sentono nudi e sentono l’acqua addosso piangono appena entrano nella vaschetta.
Se è cosi consigliano di avvolgerli in un telo leggero e immergerli nella vaschetta con addosso il telo, poi lo si toglie in acqua piano piano.

Emanuele a parte qualche faccia strana appena entra in acqua poi è bravo. L’acqua gli ricorda quando erano in pancia nel liquido amniotico e li rilassa.


Come si fa il bagnetto:

Per metterlo nella vaschetta bisogna sorreggerlo con il nostro braccio sinistro. La sua testa deve stare nell’incavo del gomito e con la mano dobbiamo tenere e sorreggere il suo braccio sinistro. Le gambe e il busto galleggeranno nella vaschetta e lui le muoverà per nuotare. La testa non deve essere immersa al massimo solo appoggiata all’acqua.

Attenzione alle orecchie a non fare entrare anqua che sono molto delicate e molto comune l’otite.

Per prima cosa si lavano le mani, le gambe, il corpo poi per utilimissimo la faccia e la testa. La testa è il punto che disperde piu calore quindi è bene non farla raffreddare.

La durata può variare da bimbo a bimbo, se piace si può tenere in acqua un po di più, comunque 15 min massimo.
Il sapone è meglio disperderlo nell’acqua della vaschetta, non va bene insaponare il neonato.

Appena uscito dall’acqua va asciugato bene anche dietro le orecchie, le ascielle, la testa va sfregata con asciugamano mai asciugata con phone.

Poi se è tranquillo gli si può fare anche un massaggio con olio alla schiena e gambe. Se invece piange per essere asciugato provate a tenerlo in braccio con l’asciugamano vicino alla stufetta cullandolo si calmera.

Poi rivestitelo e pappa e nanna.

Più diventerà grande, più il bagnetto può essere un’occasione per giocare svagarsi con anche qualche gioco insieme a mamma e papà.

Ogni bambino è diverso e anche ogni bagnetto, magari una sera gli piace un’altra frigna. Sperimentate capirete cosa preferisce il vostro bimbo

Scatti di crescita

Scatti di crescita

scatti di crescita

Sinceramente io non ne avevo mai sentito parlare.

Un giorno Emanuele, eravamo nella 3 settimana di vita, era agitatissimo, ho pensato alle coliche. Ma in realtà arrivano più avanti. Poi non piangeva, era solo molto nervoso. Io dicevo che faceva la biscia.

In braccio si dimenava tutto, anche al seno continuava a ciucciare con foga e si muoveva tantissimo con il corpo. Molte volte lo attaccavo e si continuava a staccare dalla tetta. Me la tirava, me la maltrattava che mi si erano infiammati i capezzoli. Anche se non doveva mangiare era agitato e nervoso. Non capivo cosa avesse.

Mi sono informata un attimo e essendo nella 3 settimana di vita, mi hanno detto che poteva essere uno scatto di crescita.

In pratica in pochi giorni, al massimo una settimana il neonato cresce improvvisamente.

La sua circonferenza cranica e la sua lunghezza crescono di scatto, quindi ecco il nervosismo.

Ha bisogno di più nutrimento per affrontare questo scatto improvviso e attaccandosi molto più spesso al seno lo stimola a produrre di più.


Gli scatto di crescita avvengono:

  • Il secondo giorno dopo la nascita, è legato al cambiamento della flora batterica intestinale conseguente all’assunzione del colostro e del latte materno, ma alcuni ricercatori lo pongono in relazione con il desiderio, da parte del bimbo, di manifestare la propria autonomia e l’uscita completa dalla madrea
  • A 3-4 settimane
  • A 6-8 settimane
  • A 3 mesi
  • A 6 mesi
  • A 9 mesi
  • A 12 mesi

Sinceramente è molto facile accorgersi sono proprio diversi dal solito. Percepisci il nervosismo.

Cosa fare:

  • Cercare di assecondarlo
  • Se vuole poppare anche ogni 20 min concedeteglielo
  • Cercare di rimanere calmi
  • Cercare di calmarlo, parlandogli e ccarezzandolo
  • Il bagnetto potrebbe aiutare a rilassarlo

Cercherà il più possibile di mangiare, quindi è normale averlo sempre attaccato in quei giorni, poi tanto passano non disperate.

Durano dai 2-7 giorni.

Vi accorgerete come se improvvisamente da un giorno all’altro sembreranno cresciuti. Io davvero da un giorno all’altro ho notato non gli si chiudevano più le tutine😅. Mi sono detta ma sei cresciuto nella notte 🤣

Poveri cuccioli affrontano anche loro tanti cambiamenti dobbiamo capirli, consolarli e cercare di tenere la calma, perché la nostra tranquillità serve anche a calmare il nostro bambino.

scatti di crescita