La prima vaccinazione

La prima vaccinazione

La prima vaccinazione va fatta entro il 3 mese di vita.

Per quanto avevamo un po di timore, ma è sempre meglio vaccinare, è più sicuro, soprattutto in questo periodo di Covid.

Di solito arriva via posta un foglio per il piano vaccinale negli anni e le date di vaccinazione.

In pratica, in tempi di Covid, non ci è arrivato nulla. Anzi ho dovuto mandare io una mail al centro vaccinazioni di zona, per informarli che Emanuele non aveva ancora fatto la vaccinazione e stavano per scadere i 3 mesi. Poi mi hanno chiamato loro per programmare la data. Alla fine mi hanno fissato la visita 3 giorni prima dello scadere dei 3 mesi.

Sinceramente ho preferito farla così in la, perché è un po più grande e magari ha meno problemi.

Mi hanno mandato via mail tantissimi fogli da leggere e firmare e poi portare alla visita. Forse ci hanno mandato tutti questi fogli, per fare in fretta siccome non è possibile entrare in 2 persone, in questo momento.

Via mail ci hanno anche inviato le informazioni sul tipo di vaccinazione, sul piano vaccinale negli anni e anche eventuali problemi dopo la vaccinazione.

Di solito la prima dose di vaccino, sono 6 tipi di vaccinazioni, ma in tempo di Covid sono 8. Due punture dove sono raggruppati tutti.

La prima vaccinazione comprende:
POLIOMIELITE – dose 1
TETANO – dose 1
DIFTERITE – dose 1
PERTOSSE – dose 1
EPATITE B – dose 1
HAEMOPHILUS – dose 1
PNEUMOCOCCO – dose 1
ROTAVIRUS – dose 1 (gocce)

La vaccinazione va sempre fatta dopo la visita di controllo della pediatra, del 3 mese di vita. Dove verificherà lo stato di salute del bimbo e se avremo dubbi o perplessità possiamo chiedere a lei.

Io ho espresso la mia più grossa preoccupazione che era, se gli fosse venuta la febbre. Lei mi ha tranquillizzato spiegandomi che non sempre viene la febbre, di solito poche linee, almeno per la prima vaccinazione.

Mi ha consigliato di acquistare la tachipirina in gocce preventivamente e un termometro elettronico così da essere preparati. La tachipirina e le dosi erano spiegate anche nei fogli della vaccinazione che mi hanno inviato. Di solito è più comoda in supposte, ma avendo anche la vaccinazione del Rotavirus, dove è molto facile avere poi dissenteria, mi ha consigliato le gocce di tachipirina.

Siamo arrivati al giorno della vaccinazione con tutti i fogli compilati e tachipirina e termometro acquistati.

Ah dimenticavo la vaccinazione è gratuita!.

La vaccinazione consiste in 2 punture fatte su entrambe le cosce del nostro neonato e delle gocce che gli somministrano al momento.

Poi bisogna rimanere per circa 20 min in sala d’aspetto per normale prassi. Non ha pianto molto, poi l’ho attaccato subito alla tetta e fine. Tutto ok.

La sera era un po stanco e noioso, la notte quando si è svegliato per mangiare mi è sembrato un po caldo, gli ho misurato la febbre nel culetto, consigliano sempre da lì. Era 37.9, la temperatura rettale è sempre maggiore di solito 37.5.

Con la mia pediatra ci siamo accordati, che avendo una famigliarita verso le convulsioni febbrili e non sapendo se è ereditario per lui. Abbiamo preferito dargli la tachipirina superati i 37.5 di temperatura rettale. Così abbiamo fatto.

Le goccine di tachipirina vanno diluite in poca acqua, è un pò un’impresa perché sono amare e mi ci è voluto mezz’ora ora che le prendesse in un biberon. Se avesse avuto la febbre alta, sarebbe stato difficile ecco, perché sono meglio le supposte.

Le goccine di tachipirina durano 4-6 ore, massimo 3 somministrazioni al giorno.

Il mattino gli ho controllato la temperatura ed era 37.2, poi era sempre un po caldino, forse un po di debolezza, ma ora di sera gli è passato tutto. Continuava a dormire 😴 poi il giorno dopo era già in forma e non ha neanche avuto dissenteria.

La prima è andata, la prossima al 5 mese!!

Tipologie di pannolino lavabile

Tipologie di pannolino lavabile

Quando mi sono avvicinata ai pannolini lavabili non è stato facile all’inizio capire le tipologie, le diversità e quali avrei dovuto acquistare. In realtà non c’è una regola, ognuno ha il suo preferito.

Penso che sia utile capire bene le proprie esigenze e quelle del bambino, per valutare bene quale fa al caso nostro.

Le tipologie di pannolini lavabili:

AIO: all in one: già pronto, si indossa così. Ha già il panno assorbente attaccato e una cover impermeabile.

Pocket: ha una tasca dove all’interno si inseriscono i panni assorbenti, con cover impermeabile.

AI2: panno assorbente attaccato internamente alla mutandina impermeabile, tramite dei bottoni

Fitten: pannolino lavabile in tessuto dove va poi abbinata una cover a pantaloncino impermeabile

Prefold, musling e cirripa: sono tutti tessuti molto assorbenti, bisogna piegarli in modo adeguato, fasciando bene il culetto del bimbo e ricoprirli con una cover a pantaloncino impermeabile

Cover pantaloncino: ci sono di lana, pile e pul (impermeabile)

Io ho scelto i pocket, mi trovo molto bene, anzi Emanuele si è trovato molto bene 🙂 .

Pro e contro di ogni tipologia:

AIO

Pro: già pronti, pratici, possono essere utilizzati anche dai papà.
Contro: più lunga l’asciugatura, se si ha bisogno di aumentare l’assorbenza, magari per la notte, non è possibile.

Pocket

Pro: si può aumentare è diminuire i panni assorbenti così da avere quello che fa al caso nostro, pratici anche fuori casa.
Contro: richiede un attimo di tempo per il montaggio e smontaggio dei panni assorbenti da mettete nella tasca del pannolino.

AI2

Pro: montaggio comodo, siccome i panni assorbenti sono posizionati all’interno della mutandina contenitiva tramite dei bottoni.
Contro: è un po più lunga l’asciugatura, siccome i panni assorbenti sono cuciti insieme per essere più pratici da attaccare.

Fitten

Pro: molto naturali e di dimensioni più ridotte, utili per prematuri o bimbi sotto i 5 kg.
Contro: senza la mutandina impermeabile esterna, non è possibile usarli, siccome non sono impermeabili.

Prefold, musling e cirripa

Pro: naturali ed è possibile utilizzare qualsiasi tipo di tessuto per aumentare l’assorbenza
Contro: occorre fare un po di pratica per la chiusura dei pannolini, siccome vanno piegati secondo uno schema. Utilizzabile solo con la mutandina impermeabile siccome sono tessuti naturali.

Accessori utili per i pannolini lavabili:

Veli raccogli pupù: veline in materiale organico, biodegradabili. Se sono sporchi solo di pipi, lavabili in lavatrice e riutilizzabili. Sporchi di pupù, si buttano nel wc. Permettono di sporcare meno i pannolini e più pratici nel cambio pannolino. Io mi sono trovata molto bene ad utilizzarli.

Wet bag: borsa impermeabile per il trasporto dei pannolini lavabili usati quando si è in viaggio. Molto utile se no comunque un sacchetto di plastica può andare bene.

Salviettine lavabili o piccoli musling: per il lavaggio e l’asciugatura del culetto del bimbo. Io ne ho comprati 10 da 20×20 cm in cotone, comodi e veloci da lavare e asciugare.

Inserti in microfibra e in cotone: da aggiungere nelle tasche dei pochet dei pannolini lavabili. Io ne ho comprati 10 a parte che utilizzo spesso.

Mutandine impermeabili: se si vuole usare i fitten e i prefold, musling e cirripa.

Pannolini lavabili

Pannolini lavabili

Era un pò di tempo che avrei dovuto scrivere questo articolo.

Aspettavo di avere tutte le informazioni e soprattutto di averli provati, riprovati, strausati. C’è bisogno di esperienza diretta secondo me per parlarne.

Mi ero avvicinata ai pannolini lavabili ancora quando ero incinta di Emanuele. Forse ero al 5 mese. All’inizio non capivo molto cosa dovevo acquistare, dove, quali, insomma avevo molta confusione. Ho iniziato vedendo dei video dove spiegavano le differenze.

Mi ricordo di aver raccontato la mia voglia di intraprendere questa strada, dei pannolini lavabili, ai vari parenti e amici. Mi hanno tutti sconsigliato l’acquisto, non avendo mai avuto esperienze dirette, dicendomi, ti diamo 2 settimane, poi vedrai che non li vuoi più usare!?

Sinceramente la prima cosa che mi aveva fatto pensare di utilizzare i pannolini lavabili è stato il fattore economico. Sarei rimasta a casa 4-6 mesi e avendo la partita IVA non avrei incassato nulla, quindi bisognava risparmiare. Poi comunque l’idea di non inquinare e di non avere sacchi e sacchi di pattumiera da buttare, mi faceva sentire meglio.

Quindi gli ultimi 2 mesi della gravidanza mi sono attivata per acquistare un po di marche.
Ho capito che è meglio prendere pannolini lavabili da varie marche diverse così da vedere con quali ci si trova meglio e ogni pannolino ha anche vestibilità differenti.

Come approcciarsi per la prima volta con i pannolini lavabili

  • selezionare 3 o 4 marche diverse di pannolini lavabili
  • informarsi sulle tipologie di pannolini lavabili
  • per avere un ricambio e non fare troppe lavatrici (ogni 2-3 giorni) è utile avere 20-25 pannolini lavabili
  • esistono tante marche e tanti prezzi differenti, non è detto che più spendi e più ti trovi bene, ci sono anche marche più economiche ma con una buona assorbenza

Io ho scelto i pannolini lavabili pocket con cui mi trovo molto bene. Hanno una cover impermeabile e degli inserti assorbenti di cotone da inserire all’interno della cover.

Hanno fantasie molto belle, ho preso una linea di 6 pannolini lavabili ultimamente tutti con grafiche di frutta.

Taglie di pannolini lavabili:

Taglia S: per i neonati o newborn 3-9 kg

Taglia L: dai 9-15 kg

Taglia unica: 5-18 kg

Con bottoni o con chiusura a velcro

Io ho preso taglia unica.

Preferisco la chiusura a bottoni è più facile regolare il giro coscia.

Siccome Emanuele è nato di 3 kg, ho preferito prenderli tutti da 5-18 kg. Quindi il primo mese ho aspettato ad usarli fino a raggiungere i 5 kg. Sinceramente penso che sia più comodo aspettare dal 2 mese. Il primo mese i cambi sono molto frequenti, si ha davvero poco tempo e ci si deve riprendere dal parto non mi sembra il caso di aggiungere altri impegni.

È normale ci voglia un po di tempo per ingranare e capire come organizzarsi ma poi vi verrà naturale e non vorrete più tornare indietro. Poi vedere il culetto del vostro bambino così bello ripagherà tutto.

Come si lavano:

Cover: in lavatrice a 40 gradi

Inseriti: in microfibra o cotone fino a 60 gradi in lavatrice

Detersivo: delicato naturale e se volete pochissimo ammorbidente naturale (tipo winnis)

Non preoccupatevi se gli inserti escono un pò gialli. Se stesi al sole si sbiancheranno completamente.

Io non ci credevo ma è vero!

Sbiancante: percarbonato di sodio, se necessita di candeggio naturale. Non usate candeggina che può rovinare gli inserti e render meno assorbente.

All’inizio è utile lavare almeno una volta la cover impermeabile e 2-3 volte almeno gli inserti assorbenti. Più si lavano e più assorbono.

E’ possibile lavarli anche con il resto della biancheria.

Per l’asciugatura: se è possibile al sole, in poche ore sono asciutti. Se è brutto tempo o fa freddo, in casa. Le cover in massimo una giornata sono asciutte, invece gli inserti ci vogliono anche 2 giorni. Se avete l’asciugatrice potete utilizzarla.

Cambio pannolini:

I pannolini lavabili dovrebbero essere cambiati ogni 3-4 ore, ma io ho provato anche a cambiarlo dopo 6-7 ore e il culetto era super bello.

Io uso anche delle veline raccogli pupù biodegradabili che metto tra il culetto del bimbo e il pannolino lavabile, utili per la raccolta della cacca e per sporcare poco il pannolino.

Quando cambio il pannolino lavabile ed è sporco di cacca, dopo aver buttato la velina nel wc, lo sciacquo con acqua calda e lo spazzolo per rimuovere tutta la cacca con una spazzolina.

Ciclo mestruale dopo il parto

Ciclo mestruale dopo il parto

Subito dopo il parto ci sono molte perdite ematiche dovute al parto. Non a caso nella lista di cose da portare in ospedale ci sono gli assorbenti post parto e gli slip monouso.

Sono normali perdite più abbondanti del solito ciclo mestruale. Servono a ripristinare il nostro utero, anche la suzione del nostro neonato al seno incentiva il ritorno alla normalità dell’utero.

Queste perdite continuano molto abbondanti fino a una settimana 10 giorni dopo il parto, poi iniziano ad attenuarsi.

È bene in quei giorni lavarsi molto spesso con un detergente delicato e cambiarsi spesso l’assorbente siccome ci possono essere punti o comunque i cambiamenti ormonali possono facilitare infezioni.

Dopo i 10 giorni il flusso inizia a diminuire, all’inizio comunque si dovrà indossare un assorbente dopo anche un salva slip. Dura in media un mesetto tra perdite leggere e altro.

Dopo il mese per la ricomparsa del ciclo mestruale se si allatta è facile che ci vorranno mesi ora che ritorni.

Se invece non si allatta già dal secondo mese si potrebbe vedere la ricomparsa del nostro ciclo mestruale.

L’allattamento rallenta la ricomparsa del ciclo, ma non vuol dire che non è possibile rimanere incinta.

Si può avere comunque l’ovulazione, quindi è bene prendere delle precauzioni se non si vuole rimanere subito incinta.

Di solito comunque nei mesi che il ciclo non compare, i cicli mestruali sono anaovulatori. Ma succede molto spesso invece che qualche mamma rimanga incinta proprio nei primi 3 mesi dopo il parto.

Siccome gli ormoni sono completamente sballati e favoriscono anche una possibile gravidanza.

Io ho a testimonianza mia sorella che dopo 3 mesi dal parto era già incinta, comunque lei non aveva allattato.

Il ciclo invece per chi allatta potrebbe anche ricominciare anche al 5-6 mese, siccome i livelli di prolattina inibiscono l’ovulazione, bisognerà vedere, il mio non si è ancora fatto vedere.

Comunque se non ricompare dopo 6 mesi è bene segnalarlo al proprio ginecologo.

Il primo ciclo dopo il parto può essere molto più abbondante e sballare nei mesi successivi. I livelli ormonali e le nostre ovaie devono riprendere il ritmo.

Coliche del neonato

Coliche del neonato

coliche del neonato

Ho sempre sentito parlare le mie amiche, che avevano appena avuto dei bambini, delle famose coliche dei neonati.


Emanuele ha iniziato con le prime coliche intorno alla3-4 settimana.
Un giorno, ha iniziato a piangere all’improvviso e senza un reale motivo verso fine pomeriggio.

Piangeva molto insistentemente, era tutto rigido, sia le braccia che le gambe e si muoveva a scatti. La pancia era molto dura e diventava tutto rosso in faccia. L’ho detto alla pediatra e mi ha consigliato dei rimedi utili e anche delle gocce.


Come riconoscere una colica di un neonato:

  • pianto improvviso inconsolabile
  • viso paonazzo
  • gambe e braccia tese che continuano a flettersi e tirarsi
  • pugni chiusi
  • pianto serale o tardo pomeriggio che si ripete per quasi tutte le sere
  • se attaccati al seno dopo poco si staccano o rifiutano il biberon

Cosa fare:

  • cercare di calmarlo parlandogli o accarezzandolo
  • cullarlo dolcemente con movimenti ritmici
  • spostarsi in una stanza più buia e silenziosa
  • tenerlo a pancia in giù
  • massaggiare il pancino con movimenti circolari in senso orario
  • offrirgli il seno per 3-5 min o 30 gr di latte artificiale
  • cercare di essere calmi e mantenere la calma
  • cantargli una canzoncina rilassante con tono basso

Cosa fare per ridurre la frequenza delle coliche:

  • non tenerlo attacco al seno più di 15 min per seno e tenere la pausa tra una poppata e l’altra di 2 ore
  • nel caso si usi il biberon per il latte artificiale verificare la tettarella e prendere una anti colica
  • diminuire il consumo di cibi eccitanti ( the, caffè, cioccolato) e anche il consumo di latticini e uova

Quando consultare la pediatra:

  • se il pianto dura più di 3 ore
  • se il neonato è pallido
  • se il neonato ha altri sintomi ( vomito, dissenteria, febbre)
  • se non mangia o è inappetente
  • se non aumenta di peso per una settimana


In generale le coliche iniziano dalla 3-4 settimana per poi progressivamente diminuire dalla 7-8 settimana fino al 3-4 mese di vita.


Non si è ancora capito se queste crisi di pianto siano dovute a vere e proprie coliche gassose, dovute a una impreparazione dell’intestino o a una serie di fattori che non ci spieghiamo ancora.

Di sicuro l’intestino si deve ancora sistemare e sia che il neonato venga allattato al seno o con latte artificiale le coliche sono frequenti. Poi dipende dal neonato quanto durano.

Per quanto riguarda Emanuele io non ho ben capito se fossero davvero coliche o molte volte noia o aria nella pancia. Io massaggiavo il pancino tenendolo a pancia in giù e alcune volte smetteva. Se no la soluzione per Emanuele era sempre attaccarlo alla tetta, lui smetteva subito e si addormentava. Anche perché lui se inizia a piangere tanto non si calma poi da solo, si agita sempre di piu e inizia a irrigidirsi tutto.


La pediatra ci ha comunque consigliato delle goccine, che non sono altro che fermenti lattici, Reuflor gocce, 5 gocce al giorno da prendere al pomeriggio sera. Mi sembra vada meglio.

allattamento coliche neonato
Il primo bagnetto

Il primo bagnetto

il mio primo bagnetto

Uno dei momenti più emozionanti dopo il ritorno a casa è il primo bagnetto.

È un momento molto intimo e un ricordo che non ci scorderemo mai.


Per il primo bagnetto è consigliabile aspettare la caduta del cordone ombelicale.

Molti non vietano di farlo anche prima, ma poi bisogna asciugare bene il cordone ombelicale perché non deve rimanere umido per non fare infezione. Di solito il cordone si stacca dal 10-30 giorno dalla nascita. Facciamo attenzione che la base sulla pelle non sia rossa se no va fatto vedere.


Il primo bagnetto è un momento intimo che va condiviso con il papà e i familiari stretti.


Quando va fatto:

  • con mamma e papà e nel caso fratelli
  • con cordone ombelicale staccato
  • la sera dopo il pasto, prima di andare a letto, siccome concilia il sonno, lo rilassa
  • Il neonato non deve essere malato
  • Almeno una volta alla settimana, anche tutti i giorni se volete
  • Quando mamma e papà sono rilassati e hanno tempo da dedicare al piccolo


Cosa serve:

  • Vaschetta per il bagnetto in alternativa anche il lavandino del bagno se è abbastanza ampio
  • Sapone neutro liquido per neonati o anche amido di riso
  • Asciugamano per neonato o un asciugamano grande
  • Termometro acqua o si può misurare con il gomito se non scotta, deve essere 37 gradi l’acqua della vaschetta
  • Spugna morbida naturale, se no si può usare anche le mani per sciacquare il bimbo
  • Phon o stufetta per scaldare l’ambiente, devono esserci almeno 22 gradi nella stanza
  • Vestiti e pannolino puliti per il cambio

Noi abbiamo aspettato quasi 3 settimane prima di farlo, cosi che cadesse il cordone ombelicale.
Lo abbiamo fatto la sera dopo aver mangiato al seno, prima di dargli latte artificiale.

Il latte artificiale è un po pesante sarebbe meglio darglielo dopo il bagnetto. Non opportuno fare il bagnetto a stomaco vuoto perché potrebbe essere agitato e non godersi il bagno.

Emanuele era mezzo addormentato e non si è quasi accorto che era tutto nudo.😅

Alcuni neonati appena vengono messi nell’acqua siccome si sentono nudi e sentono l’acqua addosso piangono appena entrano nella vaschetta.
Se è cosi consigliano di avvolgerli in un telo leggero e immergerli nella vaschetta con addosso il telo, poi lo si toglie in acqua piano piano.

Emanuele a parte qualche faccia strana appena entra in acqua poi è bravo. L’acqua gli ricorda quando erano in pancia nel liquido amniotico e li rilassa.


Come si fa il bagnetto:

Per metterlo nella vaschetta bisogna sorreggerlo con il nostro braccio sinistro. La sua testa deve stare nell’incavo del gomito e con la mano dobbiamo tenere e sorreggere il suo braccio sinistro. Le gambe e il busto galleggeranno nella vaschetta e lui le muoverà per nuotare. La testa non deve essere immersa al massimo solo appoggiata all’acqua.

Attenzione alle orecchie a non fare entrare anqua che sono molto delicate e molto comune l’otite.

Per prima cosa si lavano le mani, le gambe, il corpo poi per utilimissimo la faccia e la testa. La testa è il punto che disperde piu calore quindi è bene non farla raffreddare.

La durata può variare da bimbo a bimbo, se piace si può tenere in acqua un po di più, comunque 15 min massimo.
Il sapone è meglio disperderlo nell’acqua della vaschetta, non va bene insaponare il neonato.

Appena uscito dall’acqua va asciugato bene anche dietro le orecchie, le ascielle, la testa va sfregata con asciugamano mai asciugata con phone.

Poi se è tranquillo gli si può fare anche un massaggio con olio alla schiena e gambe. Se invece piange per essere asciugato provate a tenerlo in braccio con l’asciugamano vicino alla stufetta cullandolo si calmera.

Poi rivestitelo e pappa e nanna.

Più diventerà grande, più il bagnetto può essere un’occasione per giocare svagarsi con anche qualche gioco insieme a mamma e papà.

Ogni bambino è diverso e anche ogni bagnetto, magari una sera gli piace un’altra frigna. Sperimentate capirete cosa preferisce il vostro bimbo

Scatti di crescita

Scatti di crescita

scatti di crescita

Sinceramente io non ne avevo mai sentito parlare.

Un giorno Emanuele, eravamo nella 3 settimana di vita, era agitatissimo, ho pensato alle coliche. Ma in realtà arrivano più avanti. Poi non piangeva, era solo molto nervoso. Io dicevo che faceva la biscia.

In braccio si dimenava tutto, anche al seno continuava a ciucciare con foga e si muoveva tantissimo con il corpo. Molte volte lo attaccavo e si continuava a staccare dalla tetta. Me la tirava, me la maltrattava che mi si erano infiammati i capezzoli. Anche se non doveva mangiare era agitato e nervoso. Non capivo cosa avesse.

Mi sono informata un attimo e essendo nella 3 settimana di vita, mi hanno detto che poteva essere uno scatto di crescita.

In pratica in pochi giorni, al massimo una settimana il neonato cresce improvvisamente.

La sua circonferenza cranica e la sua lunghezza crescono di scatto, quindi ecco il nervosismo.

Ha bisogno di più nutrimento per affrontare questo scatto improvviso e attaccandosi molto più spesso al seno lo stimola a produrre di più.


Gli scatto di crescita avvengono:

  • Il secondo giorno dopo la nascita, è legato al cambiamento della flora batterica intestinale conseguente all’assunzione del colostro e del latte materno, ma alcuni ricercatori lo pongono in relazione con il desiderio, da parte del bimbo, di manifestare la propria autonomia e l’uscita completa dalla madrea
  • A 3-4 settimane
  • A 6-8 settimane
  • A 3 mesi
  • A 6 mesi
  • A 9 mesi
  • A 12 mesi

Sinceramente è molto facile accorgersi sono proprio diversi dal solito. Percepisci il nervosismo.

Cosa fare:

  • Cercare di assecondarlo
  • Se vuole poppare anche ogni 20 min concedeteglielo
  • Cercare di rimanere calmi
  • Cercare di calmarlo, parlandogli e ccarezzandolo
  • Il bagnetto potrebbe aiutare a rilassarlo

Cercherà il più possibile di mangiare, quindi è normale averlo sempre attaccato in quei giorni, poi tanto passano non disperate.

Durano dai 2-7 giorni.

Vi accorgerete come se improvvisamente da un giorno all’altro sembreranno cresciuti. Io davvero da un giorno all’altro ho notato non gli si chiudevano più le tutine😅. Mi sono detta ma sei cresciuto nella notte 🤣

Poveri cuccioli affrontano anche loro tanti cambiamenti dobbiamo capirli, consolarli e cercare di tenere la calma, perché la nostra tranquillità serve anche a calmare il nostro bambino.

scatti di crescita
Allattamento

Allattamento

allattamento al seno

L’arrivo della montata Lattea

Arriva dal 2-5 giorno dopo il parto. La sera ho sentito un gran caldo al seno e al petto, poi in faccia una vampata di calore e poi anche dei brividi di freddo, era proprio l’arrivo del latte, la montata lattea. Ho anche misurato la febbre ne avevo 37.5, tutto normale dicono. Però non vi nascondo che il fatto di avere la febbre dopo 5 giorni di ritorno dall’ospedale mi aveva fatto preoccupare che non avessi preso il maledetto corona virus. Poi mi hanno detto di misurare la febbre al linguine o nell’orecchio. Se allatti non si misura mai alle ascelle e era tutto ok.

Differenze tra allattamento al seno e artificiale

L’allattamento al seno è davvero una fortuna per il nostro bimbo per la sua salute e un vero regalo per la sua crescita.

Ma capisco anche chi gli dà solo artificiale perché è più pratico, veloce da mangiare, il bimbo dorme di più è si sa quanto mangia, quindi più sicuro per stabilire la crescita almeno all’inizio.

L’allattamento al seno invece è molto più lungo, il bimbo si addormenta molte volte, per il profumo della sua mamma, il caldino del latte e del seno che lo tranquillizza. L’allattamento al seno può dare problemi di dolori al capezzolo perché di solito è attaccato male o si ha un capezzolo piccolo.

Come capire se cresce

Se si vuole capire quanto mangia bisogna pesarlo prima è dopo ogni pasto. Se poi come me fate alimentazione mista, seno e artificiale è ancora più complicato. Ci è voluto un pò per calibrarci e capire quanto e quando dare l’artificiale.

Al seno andrebbe allattato ogni 2 ore, di notte se richiede anche di più. Perché è proprio di notte che si stimola il seno a produrre di più. In pratica lo hai sempre attaccato.
Poi la tetta per lui è cibo, ma anche consolatoria, gioco, vicinanza alla mamma, protezione, si la tetta è tutto🥰

Da mamma quando piange e non sai più come calmarlo e cos’ha, gli dai la tetta e lui si calma subito. Alla fine sei sempre con le tette di fuori i primi mesi.

Io dicevo che stavo facendo una quarantena, dovuta al coronavirus, in topless.

Ma la fatica la si fa, per la sua salute, gli stiamo facendo un grande regalo, tanti anticorpi e tanto nutrimento.

Ogni mamma produce il latte giusto per il proprio bimbo, è davvero così.

Stiamo facendo anche a noi mamme, un regalo in salute, ci protegge da tante malattie.

Quindi il seno è decisamente più impegnativo dell’artificiale, ma più sano, quindi bisogna avere pazienza e tenere duro perché questo è un regalo che dobbiamo fare a nostro figlio, il secondo regalo dopo averlo fatto nascere😍 .

Tanti giorni avrei voluto mollare con l’allattamento al seno, dopo continui dolori al capezzolo, lui sempre attaccato, pomeriggi passati sempre sul divano ad allattare, mi sono detta, basta non ne posso più, poi un bel respiro e si ricomincia.

Il bello delle prime settimane è che ogni giorno è diverso anzi molte volte da un’ora all’altra la giornata da pessima diventa bella. Pazienza è la sola parola.


Allattamento e pannolini

Anche il controllo dei pannolini è importante, devono essere almeno 7-8 bagnati di pipì è 2-3 di cacca al giorno, se si da anche artificiale la cacca può anche essere a giorni alterni, il latte artificiale li rende un po stitici.
Il colore della cacca se allattati al seno è gialla con pezzettini bianchi, ma abbastanza liquida, con artificiale rimane più solida e più scura.

Problemi al seno per allattamento


Io per risolvere i problemi di allattamento al seno, uso la crema della Medela, che serve per far guarire i capezzoli dalle ragadi o taglietti.

E comunque dopo continui dolori al capezzolo e non mi passava ho iniziato ad usare i coprì capezzoli della Medela per ogni allattamento e non li ho più abbandonati, non ho più dolore mi sono guariti i capezzoli, ed Emanuele riesce a mangiare.

I coprì capezzoli non sono ben accettati da tutti i neonati specialmente se solo allattati al seno perché non capiscono cosa devono fare, ma il mio usando già il biberon non ha avuto problemi.

Il biberon che sto usando è quello che imita la suzione del seno, sempre della Medela, si chiama Calma, gli altri biberon non riusciva a succhiare siccome è abituato alla suzione della tetta.


Poi prima di ogni allattamento mi hanno consigliato di fare un massaggio con panno e acqua calda, al seno, così da permettere al seno di svuotarsi molto più velocemente quando il bambino succhia perché attiva tutte le ghiandole. Evitando di farvi venire la mastite molto comune purtroppo.

Posizioni per allattamento

Sulle posizioni per allattare ognuno dovrebbe provare e trovare la sua posizione preferita.

Io sono partita con la posizione classica dove lui è sdraiato sulla nostra pancia e alternavo con quella chiamata rugby, dove il bimbo è posizionato di lato alla vita con la nostra pancia libera. A lui queste posizioni per le prime settimane piacevano e io riuscivo a gestire meglio, l’allattamento. Siccome sia io che lui dovevamo fare un po di pratica sull’attacco al capezzolo corretto così da non aver dolore. In questo caso usavo il cuscino per allattamento per darmi una mano.

Poi sono passata alla posizione più comoda dove lui e sopra, pancia contro pancia che mi permette di essere rilassata sul divano o sulla poltrona. E fare attenzione all’attacco naso bimbo e nostro capezzolo cosi da avere un attacco al seno corrento. Più l’attacco è corrento più l’allattamento sarà piacevole e non doloroso. Se avete dolore è sicuramente attaccato male e rischiate vi vengano le ragadi, quindi attenzione.

Integratori per aumentare il latte

In ospedale mi hanno consigliato un integratore per aumentare la produzione di latte, si chiama Più Latte dell’Umana, sono bustine, 1 al giorno. Poi la pediatra mi ha consigliato anche di fare una volta al giorno la tisana galattogena. Si trova tutto in farmacia. Ho notato che un pò è aumentato il mio latte.

allattamento al seno
Il ritorno a casa con il neonato

Il ritorno a casa con il neonato

Già al corso preparto avevano cercato di farci immaginare come sarebbe stato, ma è sempre stata confusa quell’immagine.

I miei dubbi erano capire perché piangeva e così poter soddisfare i suoi bisogni. Anche l’idea della notte e lui che piangeva, avevo dei dubbi che lo sentissi nel sonno siccome sono sempre stata una che aveva il sonno pesante. Il marito più volte usciva di notte con i cani per i loro bisogni e io non mi accorgevo di nulla.

Ecco com’èra la mia vita prima di Emanuele😅.

I primi giorni non sono stati facili, Emanuele è in generale un pò piangiotto, lui si sveglia e già piange, ha pochi momenti di tranquillità a parte quando dorme.

All’inizio anche lui poveretto deve capire come funziona la vita fuori dalla pancia. Dopo 3 giorni che sono tornata dall’ospedale fortunatamente mi è arrivata la montata Lattea è stata già una vera fortuna.

Mi sono svegliata il mattino e ho guardato la mia maglietta era tutta bagnata sui seni, non capivo ho alzato la maglia e colavo come una mucca. Subito ho attacco Emanuele che non vedeva l’ora siccome era sempre stato un mangione.

Mi aveva conciato i capezzoli che mi usciva il sangue perché non usciva nulla a parte il colostro. Appena ha finito di mangiare si è addormentato per 2 ore, era in coma, penso che anche lui non ci credesse 🤣.

Con l’arrivo del latte e con qualche biberon di artificiale e cambiando un attimo la posizione di allattamento, pancia contro pancia in verticale sul petto, le settimane sono volate e anche Emanuele piangeva di meno perché mangiava.

La notte allattando al seno non è così tanto dura.

Basta tirare fuori la tetta e attaccarlo poi io mi riaddormento finché non finisce di mangiare e lo sdraio nel lettone di fianco a me. Ci abbiamo provato in ogni modo a metterlo a dormire di giorno e di notte nella sua culla, ma 10 min e si sveglia non c’è verso. Ci sono notti che si dorme anche 4-5 ore di fila altre che ogni ora sono sveglia che vuole mangiare, dipende. Diciamo che i primi 2-3 mesi non c’è una regola si deve ancora stabilizzare la situazione.


Le giornate volano davvero. Ok che siamo comunque in quarantena per il corona virus come tutti, ma tra allattamento, cambi pannolino e dormite, arriva sera e non ti sei accorto e molte volte neanche lavato la faccia. La cosa buona di questa quarantena che mio marito può lavorare da casa e si è davvero goduto Emanuele e i suoi primi mesi, non sarebbe mai potuto succedere senza il virus, quindi di questo lo ringrazio 🥰.


Ma del fatto che nessun parente abbia potuto vedere Emanuele, ma solo tramite video chat, mi dispiace molto, ma non si può avere tutto.


Comunque le prime settimana le ho passate davvero sul divano con lui attaccato al seno, ero davvero molto stanca, non avevo voglia di fare nulla.

Per 10 giorni ho dovuto comunque continuare a prendere 2 antibiotici 2 volte al giorno con punture di eparina e sciroppo per scaricarsi, tutto per l’episotomia dovuta al parto. Quindi anche fisicamente ho iniziato a sentirmi meglio dalla 3 settimana, che mi sentivo davvero di fare qualcosa, oltre curare il mio bambino.

È giusto darsi tutto il tempo per riprendersi e concentrarsi solo sul proprio neonato.

Se lui sta bene noi stiamo bene, il resto pulizie ecc.. può aspettare, non c’è fretta. E facendo così io sono stata benissimo quei famosi pianti o umore altalenante io non mi sono accorta, ero felice e tranquilla con il mio bimbo in braccio.

I primi giorni in ospedale dopo il parto

I primi giorni in ospedale dopo il parto

dopo il parto

Subito dopo il parto, si rimane per qualche ora con il proprio neonato  nudo con solo il patello, il cappellino e il proprio compagno in una stanza vicina alla sala parto. È utile controllare il neonato se respira bene se è sveglio intanto che si attacca la prima volta al seno.

A me hanno aiutato le ostetriche a capire come attaccarlo al seno. Sono momenti unici per la tranquillità dopo tutta la fatica del parto e per la novità e l’emozione di avere finalmente fra le braccia il proprio bambino.

E da lì inizia tutta l’avventura😍

Dopo il neonato viene portato al nido per verificare tutti i parametri vitali e verificare la sua salute, per all’incirca 2-3 ore.

Nel frattempo la mamma torna in camera con il letto, se ci si deve alzare bisogna chiedere l’intervento di una infermiera perché si è deboli, poi io avevo fatto anche epidurale quindi potevo avere cedimenti alle gambe.

Entro le 2 ore dopo il parto bisogna fare la pipì, se non si riesce devono purtroppo mettere il catetere.

Appena si arriva in camera viene portato il cibo, perché dopo lo sforzo bisogno mangiare. Io l’ho divorato😋

Poi finalmente ho comunicato ai miei genitori e amici e parenti la bella notizia🥰

In queste 3 ore di attesa che ritorni dal nido il proprio bimbo è bene rilassarsi e dormire un pò. Io non sono riuscita, sarà stata tutta l’ossitocina, ma non riuscivo a dormire ero ancora piena di adrenalina.

I papà tornano a casa e ha inizio la prima notte con  proprio bimbo.

Emanuele è arrivato alle 2 di notte, dormiva, mi hanno fatto vedere come allattarlo e non ha pianto molto, i neonati sono anche loro stanchi. Anche per il neonato è uno sforzo.

Io non riuscivo ad alzarmi per i punti è così lo allattavo a letto, diciamo che la prima notte è andata abbastanza tranquilla.


Ormai in tutti gli ospedali se si fa parto normale c’è il roaming, il bimbo è sempre in camera con la mamma.

Il giorno dopo arrivano presto a svegliarci, Emanuele aveva dormito nel letto con me. Mi fanno vedere come cambiarlo, lavarlo e medicare il cordone. Mi danno un suo quadernino dove devo scrivere ogni qualvolta lo allatto, fa la pipì e la cacca.

I primi giorni la cacca è molto scura e appiccicosa è il meconio, sono tutte le sostanze che ha assunto nella pancia.

Bisogna controllare che i primi giorni deve fare almeno 1-2 cacche al giorno e 3-4 pipì.

I patelli della Pampers dei primi giorni, hanno una striscia esterna in mezzo che si colora di blu quando ha fatto la pipì, siccome essendo bianca la pipì molte volte non è facile capire.

Mi viene spiegato come allattare, le varie posizioni per attaccarlo bene al seno. Ma lui non è molto convinto si innervosisce subito perché non esce molto ora, c’è solo il colostro, ma deve succhiare per averlo.

I primi giorni scorrono tra poppate, cambi e riposo quando si riesce e ne approfitto quando c’è il papà.

in ospedale dopo il parto

Non è facile perché Emanuele inizia a essere affamato, la montata Lattea non mi è ancora arrivata, arriva dai 2-5 giorni dopo il parto, se si stimola abbastanza il seno. I capezzoli siccome non riuscivo a stare seduta per i punti iniziano a essere doloranti e anche allattare inizia a essere molto doloroso. Ma se non lo attacco lui piange e non fa arrivare il latte.

Alla fine siccome Emanuele piangeva sempre mi hanno dato un piccolo rimbocco giornaliero di latte artificiale, per cercare di calmarlo.

Intanto mi consigliano una crema per alleviare le ragadi al seno, della Medela, va meglio.

Ho davvero assillato il personale del nido a farmi capire bene come attaccare bene al seno Emanuele. Lui appena lo avvicinavo piangeva e non si attaccava, finalmente con il loro aiuto abbiamo trovato una posizione dove lui era calmo e si riusciva ad attaccare, anch’io ero più serena. È importante perché appena vai a casa sei solo e devi sapere come fare.

Non sono stati giorni facili perché io ero molto dolorante dal parto, avevo attaccato sempre le flebo e avevo sempre in braccio Emanuele, solo sdraiarsi a letto con flebo ed Emanuele era un’impresa.

Ma ogni giorno va sempre meglio, bisogna tenere duro e andare avanti.

I giorni dopo vi farà male tutto come se aveste fatto un mese di palestra, ogni muscolo era dolorante per lo sforzo.

Dopo visita di controllo mia e di Emanuele, dopo 48 ore dal parto, si può tornare a casa.

E così è stato 😍

culla neonato