Seconda visita dalla pediatra

Seconda visita dalla pediatra

La seconda visita dalla pediatra va fatta entro il 3 mese di nascita.

Di solito è da fare prima della prima vaccinazione, così da verificare lo stato di salute ed eventuali problemi per la vaccinazione. E’ bene se si hanno dubbi in merito alla vaccinazione, parlarne con la propria pediatra così da chiarire

Regole per la visita in tempo di covid:

  • Conferma della visita una settimana prima, via mail
  • Alla visita può entrare solo uno dei due genitori, infatti poi serve il foglio della delega dell’altro genitore, così che sia a conoscenza della visita
  • È necessario un orario preciso per l’appuntamento, miraccomando la puntualità, per non creare code di pazienti che aspettano
  • Essere in buona salute
  • Misurazione temperatura con disinfezione mani e la solita mascherina

Emanuele dormiva, almeno abbiamo fatto tutto con calma.

Appena entrati l’assistente della dottoressa l’ha svestito, pesato e misurato 6.150 kg per 62 cm, un bel cicciotto.

La dottoressa ha controllato il cuore, occhi, genitali, gambe, testa.

Nel caso della testa, ha guardato se era ancora storta, un po ancora lo è. Mi ha consigliato ancora di posizionarlo nel lettino con la testa inclinata dal lato che poco storto.

La visita è stata più veloce della prima volta. Ha detto che è tutto ok, che cresce bene di continuare così.

Mi ha anche detto che vedendo quanto cresce di peso e quanto mangia di latte artificiale al giorno, 120-150 ml, cinque volte al giorno. Forse è il caso di iniziare prima con lo svezzamento della frutta.

Di solito l’inizio dello svezzamento, se solo allattamento esclusivo al seno, si fa verso il 5-6 mese di nascita, ma se l’allattamento è misto, come il mio, dai 4 mesi è mezzo in poi.

Poi bisogna valutare ogni caso è a se.

Nel caso di Emanuele, essendo un gran mangione, mi ha consigliato se supero i 180 ml di latte alla volta, al giorno, di dirglielo che iniziamo anche prima dei 4 mesi e mezzo con la frutta. Siccome mi spiegava che molto probabilmente non gli basta più il latte e quindi rimane troppo affamato.

Anche perché in teoria dal 3 mese in poi, si dovrebbero allungare i tempi di pausa tra una poppata è l’altra, ma in realtà, dalle 3 ore minimo tra una poppata e l’altra, anticipa a 2 ore e mezza.

Secondo lei molto probabilmente lui è troppo affamato.

Proprio un maschio 😅😅.

La prima vaccinazione

La prima vaccinazione

La prima vaccinazione va fatta entro il 3 mese di vita.

Per quanto avevamo un po di timore, ma è sempre meglio vaccinare, è più sicuro, soprattutto in questo periodo di Covid.

Di solito arriva via posta un foglio per il piano vaccinale negli anni e le date di vaccinazione.

In pratica, in tempi di Covid, non ci è arrivato nulla. Anzi ho dovuto mandare io una mail al centro vaccinazioni di zona, per informarli che Emanuele non aveva ancora fatto la vaccinazione e stavano per scadere i 3 mesi. Poi mi hanno chiamato loro per programmare la data. Alla fine mi hanno fissato la visita 3 giorni prima dello scadere dei 3 mesi.

Sinceramente ho preferito farla così in la, perché è un po più grande e magari ha meno problemi.

Mi hanno mandato via mail tantissimi fogli da leggere e firmare e poi portare alla visita. Forse ci hanno mandato tutti questi fogli, per fare in fretta siccome non è possibile entrare in 2 persone, in questo momento.

Via mail ci hanno anche inviato le informazioni sul tipo di vaccinazione, sul piano vaccinale negli anni e anche eventuali problemi dopo la vaccinazione.

Di solito la prima dose di vaccino, sono 6 tipi di vaccinazioni, ma in tempo di Covid sono 8. Due punture dove sono raggruppati tutti.

La prima vaccinazione comprende:
POLIOMIELITE – dose 1
TETANO – dose 1
DIFTERITE – dose 1
PERTOSSE – dose 1
EPATITE B – dose 1
HAEMOPHILUS – dose 1
PNEUMOCOCCO – dose 1
ROTAVIRUS – dose 1 (gocce)

La vaccinazione va sempre fatta dopo la visita di controllo della pediatra, del 3 mese di vita. Dove verificherà lo stato di salute del bimbo e se avremo dubbi o perplessità possiamo chiedere a lei.

Io ho espresso la mia più grossa preoccupazione che era, se gli fosse venuta la febbre. Lei mi ha tranquillizzato spiegandomi che non sempre viene la febbre, di solito poche linee, almeno per la prima vaccinazione.

Mi ha consigliato di acquistare la tachipirina in gocce preventivamente e un termometro elettronico così da essere preparati. La tachipirina e le dosi erano spiegate anche nei fogli della vaccinazione che mi hanno inviato. Di solito è più comoda in supposte, ma avendo anche la vaccinazione del Rotavirus, dove è molto facile avere poi dissenteria, mi ha consigliato le gocce di tachipirina.

Siamo arrivati al giorno della vaccinazione con tutti i fogli compilati e tachipirina e termometro acquistati.

Ah dimenticavo la vaccinazione è gratuita!.

La vaccinazione consiste in 2 punture fatte su entrambe le cosce del nostro neonato e delle gocce che gli somministrano al momento.

Poi bisogna rimanere per circa 20 min in sala d’aspetto per normale prassi. Non ha pianto molto, poi l’ho attaccato subito alla tetta e fine. Tutto ok.

La sera era un po stanco e noioso, la notte quando si è svegliato per mangiare mi è sembrato un po caldo, gli ho misurato la febbre nel culetto, consigliano sempre da lì. Era 37.9, la temperatura rettale è sempre maggiore di solito 37.5.

Con la mia pediatra ci siamo accordati, che avendo una famigliarita verso le convulsioni febbrili e non sapendo se è ereditario per lui. Abbiamo preferito dargli la tachipirina superati i 37.5 di temperatura rettale. Così abbiamo fatto.

Le goccine di tachipirina vanno diluite in poca acqua, è un pò un’impresa perché sono amare e mi ci è voluto mezz’ora ora che le prendesse in un biberon. Se avesse avuto la febbre alta, sarebbe stato difficile ecco, perché sono meglio le supposte.

Le goccine di tachipirina durano 4-6 ore, massimo 3 somministrazioni al giorno.

Il mattino gli ho controllato la temperatura ed era 37.2, poi era sempre un po caldino, forse un po di debolezza, ma ora di sera gli è passato tutto. Continuava a dormire 😴 poi il giorno dopo era già in forma e non ha neanche avuto dissenteria.

La prima è andata, la prossima al 5 mese!!

Tipologie di pannolino lavabile

Tipologie di pannolino lavabile

Quando mi sono avvicinata ai pannolini lavabili non è stato facile all’inizio capire le tipologie, le diversità e quali avrei dovuto acquistare. In realtà non c’è una regola, ognuno ha il suo preferito.

Penso che sia utile capire bene le proprie esigenze e quelle del bambino, per valutare bene quale fa al caso nostro.

Le tipologie di pannolini lavabili:

AIO: all in one: già pronto, si indossa così. Ha già il panno assorbente attaccato e una cover impermeabile.

Pocket: ha una tasca dove all’interno si inseriscono i panni assorbenti, con cover impermeabile.

AI2: panno assorbente attaccato internamente alla mutandina impermeabile, tramite dei bottoni

Fitten: pannolino lavabile in tessuto dove va poi abbinata una cover a pantaloncino impermeabile

Prefold, musling e cirripa: sono tutti tessuti molto assorbenti, bisogna piegarli in modo adeguato, fasciando bene il culetto del bimbo e ricoprirli con una cover a pantaloncino impermeabile

Cover pantaloncino: ci sono di lana, pile e pul (impermeabile)

Io ho scelto i pocket, mi trovo molto bene, anzi Emanuele si è trovato molto bene 🙂 .

Pro e contro di ogni tipologia:

AIO

Pro: già pronti, pratici, possono essere utilizzati anche dai papà.
Contro: più lunga l’asciugatura, se si ha bisogno di aumentare l’assorbenza, magari per la notte, non è possibile.

Pocket

Pro: si può aumentare è diminuire i panni assorbenti così da avere quello che fa al caso nostro, pratici anche fuori casa.
Contro: richiede un attimo di tempo per il montaggio e smontaggio dei panni assorbenti da mettete nella tasca del pannolino.

AI2

Pro: montaggio comodo, siccome i panni assorbenti sono posizionati all’interno della mutandina contenitiva tramite dei bottoni.
Contro: è un po più lunga l’asciugatura, siccome i panni assorbenti sono cuciti insieme per essere più pratici da attaccare.

Fitten

Pro: molto naturali e di dimensioni più ridotte, utili per prematuri o bimbi sotto i 5 kg.
Contro: senza la mutandina impermeabile esterna, non è possibile usarli, siccome non sono impermeabili.

Prefold, musling e cirripa

Pro: naturali ed è possibile utilizzare qualsiasi tipo di tessuto per aumentare l’assorbenza
Contro: occorre fare un po di pratica per la chiusura dei pannolini, siccome vanno piegati secondo uno schema. Utilizzabile solo con la mutandina impermeabile siccome sono tessuti naturali.

Accessori utili per i pannolini lavabili:

Veli raccogli pupù: veline in materiale organico, biodegradabili. Se sono sporchi solo di pipi, lavabili in lavatrice e riutilizzabili. Sporchi di pupù, si buttano nel wc. Permettono di sporcare meno i pannolini e più pratici nel cambio pannolino. Io mi sono trovata molto bene ad utilizzarli.

Wet bag: borsa impermeabile per il trasporto dei pannolini lavabili usati quando si è in viaggio. Molto utile se no comunque un sacchetto di plastica può andare bene.

Salviettine lavabili o piccoli musling: per il lavaggio e l’asciugatura del culetto del bimbo. Io ne ho comprati 10 da 20×20 cm in cotone, comodi e veloci da lavare e asciugare.

Inserti in microfibra e in cotone: da aggiungere nelle tasche dei pochet dei pannolini lavabili. Io ne ho comprati 10 a parte che utilizzo spesso.

Mutandine impermeabili: se si vuole usare i fitten e i prefold, musling e cirripa.

Pannolini lavabili

Pannolini lavabili

Era un pò di tempo che avrei dovuto scrivere questo articolo.

Aspettavo di avere tutte le informazioni e soprattutto di averli provati, riprovati, strausati. C’è bisogno di esperienza diretta secondo me per parlarne.

Mi ero avvicinata ai pannolini lavabili ancora quando ero incinta di Emanuele. Forse ero al 5 mese. All’inizio non capivo molto cosa dovevo acquistare, dove, quali, insomma avevo molta confusione. Ho iniziato vedendo dei video dove spiegavano le differenze.

Mi ricordo di aver raccontato la mia voglia di intraprendere questa strada, dei pannolini lavabili, ai vari parenti e amici. Mi hanno tutti sconsigliato l’acquisto, non avendo mai avuto esperienze dirette, dicendomi, ti diamo 2 settimane, poi vedrai che non li vuoi più usare!?

Sinceramente la prima cosa che mi aveva fatto pensare di utilizzare i pannolini lavabili è stato il fattore economico. Sarei rimasta a casa 4-6 mesi e avendo la partita IVA non avrei incassato nulla, quindi bisognava risparmiare. Poi comunque l’idea di non inquinare e di non avere sacchi e sacchi di pattumiera da buttare, mi faceva sentire meglio.

Quindi gli ultimi 2 mesi della gravidanza mi sono attivata per acquistare un po di marche.
Ho capito che è meglio prendere pannolini lavabili da varie marche diverse così da vedere con quali ci si trova meglio e ogni pannolino ha anche vestibilità differenti.

Come approcciarsi per la prima volta con i pannolini lavabili

  • selezionare 3 o 4 marche diverse di pannolini lavabili
  • informarsi sulle tipologie di pannolini lavabili
  • per avere un ricambio e non fare troppe lavatrici (ogni 2-3 giorni) è utile avere 20-25 pannolini lavabili
  • esistono tante marche e tanti prezzi differenti, non è detto che più spendi e più ti trovi bene, ci sono anche marche più economiche ma con una buona assorbenza

Io ho scelto i pannolini lavabili pocket con cui mi trovo molto bene. Hanno una cover impermeabile e degli inserti assorbenti di cotone da inserire all’interno della cover.

Hanno fantasie molto belle, ho preso una linea di 6 pannolini lavabili ultimamente tutti con grafiche di frutta.

Taglie di pannolini lavabili:

Taglia S: per i neonati o newborn 3-9 kg

Taglia L: dai 9-15 kg

Taglia unica: 5-18 kg

Con bottoni o con chiusura a velcro

Io ho preso taglia unica.

Preferisco la chiusura a bottoni è più facile regolare il giro coscia.

Siccome Emanuele è nato di 3 kg, ho preferito prenderli tutti da 5-18 kg. Quindi il primo mese ho aspettato ad usarli fino a raggiungere i 5 kg. Sinceramente penso che sia più comodo aspettare dal 2 mese. Il primo mese i cambi sono molto frequenti, si ha davvero poco tempo e ci si deve riprendere dal parto non mi sembra il caso di aggiungere altri impegni.

È normale ci voglia un po di tempo per ingranare e capire come organizzarsi ma poi vi verrà naturale e non vorrete più tornare indietro. Poi vedere il culetto del vostro bambino così bello ripagherà tutto.

Come si lavano:

Cover: in lavatrice a 40 gradi

Inseriti: in microfibra o cotone fino a 60 gradi in lavatrice

Detersivo: delicato naturale e se volete pochissimo ammorbidente naturale (tipo winnis)

Non preoccupatevi se gli inserti escono un pò gialli. Se stesi al sole si sbiancheranno completamente.

Io non ci credevo ma è vero!

Sbiancante: percarbonato di sodio, se necessita di candeggio naturale. Non usate candeggina che può rovinare gli inserti e render meno assorbente.

All’inizio è utile lavare almeno una volta la cover impermeabile e 2-3 volte almeno gli inserti assorbenti. Più si lavano e più assorbono.

E’ possibile lavarli anche con il resto della biancheria.

Per l’asciugatura: se è possibile al sole, in poche ore sono asciutti. Se è brutto tempo o fa freddo, in casa. Le cover in massimo una giornata sono asciutte, invece gli inserti ci vogliono anche 2 giorni. Se avete l’asciugatrice potete utilizzarla.

Cambio pannolini:

I pannolini lavabili dovrebbero essere cambiati ogni 3-4 ore, ma io ho provato anche a cambiarlo dopo 6-7 ore e il culetto era super bello.

Io uso anche delle veline raccogli pupù biodegradabili che metto tra il culetto del bimbo e il pannolino lavabile, utili per la raccolta della cacca e per sporcare poco il pannolino.

Quando cambio il pannolino lavabile ed è sporco di cacca, dopo aver buttato la velina nel wc, lo sciacquo con acqua calda e lo spazzolo per rimuovere tutta la cacca con una spazzolina.

Acne del poppante

Acne del poppante

Acne del poppante

Nel primo mese di vita sul viso del neonato, possono comparire dei brufoletti. Si chiama acne del poppante.

Non bisogna preoccuparsi è un normale evento che accompagna i primi mesi del neonato.

I brufoletti si presentano bianchi o con pustole rosse. Localizzati su guance, mento e fronte principalmente.

E’ bene non toccarli e neanche sfregarli per non irritare la pelle.

Un po di tempo fa si pensava fosse dovuto al latte materno, ma ultimamente è stato tutto smentito. La motivazione sembra sia dovuta a un accumulo di ormoni materni ancora in circolo dalla gravidanza, passati tramite il cordone ombelicale.

Prima del parto questi ormoni, liberamente circolanti sia nel sangue materno che in quello fetale grazie alla comunicazione ombelicale, vengono smaltiti dal fegato materno, evitandone così l’accumulo nel sangue del neonato. Il taglio del cordone ombelicale al momento del parto interrompe la comunicazione tra circolo materno e circolo del neonato, per cui gli ormoni materni, non più in grado di “tornare” al fegato materno per esserne smaltiti, debbono essere metabolizzati dal piccolo e ben meno efficiente fegato del neonato. Ne consegue l’innalzamento del livello di ormoni nel sangue del bambino. Che piano piano nelle settimane dopo la nascita il neonato smaltisce.

Se il bambino ha le unghie lunghe è bene tagliarle per non irritare ulteriormente la pelle.

E’ utile lavare il viso del neonato con sapone neutro e poi asciugare frizionando il viso, con un asciugamano morbido.

Ciclo mestruale dopo il parto

Ciclo mestruale dopo il parto

Subito dopo il parto ci sono molte perdite ematiche dovute al parto. Non a caso nella lista di cose da portare in ospedale ci sono gli assorbenti post parto e gli slip monouso.

Sono normali perdite più abbondanti del solito ciclo mestruale. Servono a ripristinare il nostro utero, anche la suzione del nostro neonato al seno incentiva il ritorno alla normalità dell’utero.

Queste perdite continuano molto abbondanti fino a una settimana 10 giorni dopo il parto, poi iniziano ad attenuarsi.

È bene in quei giorni lavarsi molto spesso con un detergente delicato e cambiarsi spesso l’assorbente siccome ci possono essere punti o comunque i cambiamenti ormonali possono facilitare infezioni.

Dopo i 10 giorni il flusso inizia a diminuire, all’inizio comunque si dovrà indossare un assorbente dopo anche un salva slip. Dura in media un mesetto tra perdite leggere e altro.

Dopo il mese per la ricomparsa del ciclo mestruale se si allatta è facile che ci vorranno mesi ora che ritorni.

Se invece non si allatta già dal secondo mese si potrebbe vedere la ricomparsa del nostro ciclo mestruale.

L’allattamento rallenta la ricomparsa del ciclo, ma non vuol dire che non è possibile rimanere incinta.

Si può avere comunque l’ovulazione, quindi è bene prendere delle precauzioni se non si vuole rimanere subito incinta.

Di solito comunque nei mesi che il ciclo non compare, i cicli mestruali sono anaovulatori. Ma succede molto spesso invece che qualche mamma rimanga incinta proprio nei primi 3 mesi dopo il parto.

Siccome gli ormoni sono completamente sballati e favoriscono anche una possibile gravidanza.

Io ho a testimonianza mia sorella che dopo 3 mesi dal parto era già incinta, comunque lei non aveva allattato.

Il ciclo invece per chi allatta potrebbe anche ricominciare anche al 5-6 mese, siccome i livelli di prolattina inibiscono l’ovulazione, bisognerà vedere, il mio non si è ancora fatto vedere.

Comunque se non ricompare dopo 6 mesi è bene segnalarlo al proprio ginecologo.

Il primo ciclo dopo il parto può essere molto più abbondante e sballare nei mesi successivi. I livelli ormonali e le nostre ovaie devono riprendere il ritmo.

Crosta lattea

Crosta lattea

Ho notato sulla testa di Emanuele la comparsa di alcune crosticine gialle. Diciamo che non si vedono molto, sono nascoste dai suoi capelli, però ormai sono passate un po di settimane e non sono ancora scomparse.

Mi sono informata dalla pediatra e mi ha detto che è crosta lattea.

L’hanno chiamata così un pò di anni fa, pensavano fosse dovuta al latte materno, ma poi è stato tutto smentito.

Da cosa è dovuta:

  • ormoni materni che alterano l’equilibrio ormonale
  • sovrapproduzione di sebo a livello del cuoio capelluto
  • processo di rigenerazione cutanea difficoltoso
  • presenza di un fungo
  • intolleranza al lattosio

Quando dura:

Dura di solito 1 mese o comunque fino al 4 mese

Come favorire la guarigione:

  • lavare i capelli con shampo neutro
  • pettinate i capelli con un pettinino per far staccare le crosticine, ma non insistere se non si staccano per non irritare la pelle
  • mettere dell’olio per tenere morbida la cute, meglio se olio di mandorle, jojoba, borragine o cocco.

Non causa fastidi al neonato e non causa problemi è solo una cosa anti estetica.

Si manifesta con una desquamazione untuosa con crosticine gialle sulla testa può espandersi alle sopracciglia, orecchie e mento.

Di solito si risolve spontaneamente senza ricorrere a rimedi e non è neanche il caso di grattare le crostine. Aspettiamo che passi intanto non si nota tanto.

Coliche del neonato

Coliche del neonato

coliche del neonato

Ho sempre sentito parlare le mie amiche, che avevano appena avuto dei bambini, delle famose coliche dei neonati.


Emanuele ha iniziato con le prime coliche intorno alla3-4 settimana.
Un giorno, ha iniziato a piangere all’improvviso e senza un reale motivo verso fine pomeriggio.

Piangeva molto insistentemente, era tutto rigido, sia le braccia che le gambe e si muoveva a scatti. La pancia era molto dura e diventava tutto rosso in faccia. L’ho detto alla pediatra e mi ha consigliato dei rimedi utili e anche delle gocce.


Come riconoscere una colica di un neonato:

  • pianto improvviso inconsolabile
  • viso paonazzo
  • gambe e braccia tese che continuano a flettersi e tirarsi
  • pugni chiusi
  • pianto serale o tardo pomeriggio che si ripete per quasi tutte le sere
  • se attaccati al seno dopo poco si staccano o rifiutano il biberon

Cosa fare:

  • cercare di calmarlo parlandogli o accarezzandolo
  • cullarlo dolcemente con movimenti ritmici
  • spostarsi in una stanza più buia e silenziosa
  • tenerlo a pancia in giù
  • massaggiare il pancino con movimenti circolari in senso orario
  • offrirgli il seno per 3-5 min o 30 gr di latte artificiale
  • cercare di essere calmi e mantenere la calma
  • cantargli una canzoncina rilassante con tono basso

Cosa fare per ridurre la frequenza delle coliche:

  • non tenerlo attacco al seno più di 15 min per seno e tenere la pausa tra una poppata e l’altra di 2 ore
  • nel caso si usi il biberon per il latte artificiale verificare la tettarella e prendere una anti colica
  • diminuire il consumo di cibi eccitanti ( the, caffè, cioccolato) e anche il consumo di latticini e uova

Quando consultare la pediatra:

  • se il pianto dura più di 3 ore
  • se il neonato è pallido
  • se il neonato ha altri sintomi ( vomito, dissenteria, febbre)
  • se non mangia o è inappetente
  • se non aumenta di peso per una settimana


In generale le coliche iniziano dalla 3-4 settimana per poi progressivamente diminuire dalla 7-8 settimana fino al 3-4 mese di vita.


Non si è ancora capito se queste crisi di pianto siano dovute a vere e proprie coliche gassose, dovute a una impreparazione dell’intestino o a una serie di fattori che non ci spieghiamo ancora.

Di sicuro l’intestino si deve ancora sistemare e sia che il neonato venga allattato al seno o con latte artificiale le coliche sono frequenti. Poi dipende dal neonato quanto durano.

Per quanto riguarda Emanuele io non ho ben capito se fossero davvero coliche o molte volte noia o aria nella pancia. Io massaggiavo il pancino tenendolo a pancia in giù e alcune volte smetteva. Se no la soluzione per Emanuele era sempre attaccarlo alla tetta, lui smetteva subito e si addormentava. Anche perché lui se inizia a piangere tanto non si calma poi da solo, si agita sempre di piu e inizia a irrigidirsi tutto.


La pediatra ci ha comunque consigliato delle goccine, che non sono altro che fermenti lattici, Reuflor gocce, 5 gocce al giorno da prendere al pomeriggio sera. Mi sembra vada meglio.

allattamento coliche neonato
Il primo bagnetto

Il primo bagnetto

il mio primo bagnetto

Uno dei momenti più emozionanti dopo il ritorno a casa è il primo bagnetto.

È un momento molto intimo e un ricordo che non ci scorderemo mai.


Per il primo bagnetto è consigliabile aspettare la caduta del cordone ombelicale.

Molti non vietano di farlo anche prima, ma poi bisogna asciugare bene il cordone ombelicale perché non deve rimanere umido per non fare infezione. Di solito il cordone si stacca dal 10-30 giorno dalla nascita. Facciamo attenzione che la base sulla pelle non sia rossa se no va fatto vedere.


Il primo bagnetto è un momento intimo che va condiviso con il papà e i familiari stretti.


Quando va fatto:

  • con mamma e papà e nel caso fratelli
  • con cordone ombelicale staccato
  • la sera dopo il pasto, prima di andare a letto, siccome concilia il sonno, lo rilassa
  • Il neonato non deve essere malato
  • Almeno una volta alla settimana, anche tutti i giorni se volete
  • Quando mamma e papà sono rilassati e hanno tempo da dedicare al piccolo


Cosa serve:

  • Vaschetta per il bagnetto in alternativa anche il lavandino del bagno se è abbastanza ampio
  • Sapone neutro liquido per neonati o anche amido di riso
  • Asciugamano per neonato o un asciugamano grande
  • Termometro acqua o si può misurare con il gomito se non scotta, deve essere 37 gradi l’acqua della vaschetta
  • Spugna morbida naturale, se no si può usare anche le mani per sciacquare il bimbo
  • Phon o stufetta per scaldare l’ambiente, devono esserci almeno 22 gradi nella stanza
  • Vestiti e pannolino puliti per il cambio

Noi abbiamo aspettato quasi 3 settimane prima di farlo, cosi che cadesse il cordone ombelicale.
Lo abbiamo fatto la sera dopo aver mangiato al seno, prima di dargli latte artificiale.

Il latte artificiale è un po pesante sarebbe meglio darglielo dopo il bagnetto. Non opportuno fare il bagnetto a stomaco vuoto perché potrebbe essere agitato e non godersi il bagno.

Emanuele era mezzo addormentato e non si è quasi accorto che era tutto nudo.😅

Alcuni neonati appena vengono messi nell’acqua siccome si sentono nudi e sentono l’acqua addosso piangono appena entrano nella vaschetta.
Se è cosi consigliano di avvolgerli in un telo leggero e immergerli nella vaschetta con addosso il telo, poi lo si toglie in acqua piano piano.

Emanuele a parte qualche faccia strana appena entra in acqua poi è bravo. L’acqua gli ricorda quando erano in pancia nel liquido amniotico e li rilassa.


Come si fa il bagnetto:

Per metterlo nella vaschetta bisogna sorreggerlo con il nostro braccio sinistro. La sua testa deve stare nell’incavo del gomito e con la mano dobbiamo tenere e sorreggere il suo braccio sinistro. Le gambe e il busto galleggeranno nella vaschetta e lui le muoverà per nuotare. La testa non deve essere immersa al massimo solo appoggiata all’acqua.

Attenzione alle orecchie a non fare entrare anqua che sono molto delicate e molto comune l’otite.

Per prima cosa si lavano le mani, le gambe, il corpo poi per utilimissimo la faccia e la testa. La testa è il punto che disperde piu calore quindi è bene non farla raffreddare.

La durata può variare da bimbo a bimbo, se piace si può tenere in acqua un po di più, comunque 15 min massimo.
Il sapone è meglio disperderlo nell’acqua della vaschetta, non va bene insaponare il neonato.

Appena uscito dall’acqua va asciugato bene anche dietro le orecchie, le ascielle, la testa va sfregata con asciugamano mai asciugata con phone.

Poi se è tranquillo gli si può fare anche un massaggio con olio alla schiena e gambe. Se invece piange per essere asciugato provate a tenerlo in braccio con l’asciugamano vicino alla stufetta cullandolo si calmera.

Poi rivestitelo e pappa e nanna.

Più diventerà grande, più il bagnetto può essere un’occasione per giocare svagarsi con anche qualche gioco insieme a mamma e papà.

Ogni bambino è diverso e anche ogni bagnetto, magari una sera gli piace un’altra frigna. Sperimentate capirete cosa preferisce il vostro bimbo

Scatti di crescita

Scatti di crescita

scatti di crescita

Sinceramente io non ne avevo mai sentito parlare.

Un giorno Emanuele, eravamo nella 3 settimana di vita, era agitatissimo, ho pensato alle coliche. Ma in realtà arrivano più avanti. Poi non piangeva, era solo molto nervoso. Io dicevo che faceva la biscia.

In braccio si dimenava tutto, anche al seno continuava a ciucciare con foga e si muoveva tantissimo con il corpo. Molte volte lo attaccavo e si continuava a staccare dalla tetta. Me la tirava, me la maltrattava che mi si erano infiammati i capezzoli. Anche se non doveva mangiare era agitato e nervoso. Non capivo cosa avesse.

Mi sono informata un attimo e essendo nella 3 settimana di vita, mi hanno detto che poteva essere uno scatto di crescita.

In pratica in pochi giorni, al massimo una settimana il neonato cresce improvvisamente.

La sua circonferenza cranica e la sua lunghezza crescono di scatto, quindi ecco il nervosismo.

Ha bisogno di più nutrimento per affrontare questo scatto improvviso e attaccandosi molto più spesso al seno lo stimola a produrre di più.


Gli scatto di crescita avvengono:

  • Il secondo giorno dopo la nascita, è legato al cambiamento della flora batterica intestinale conseguente all’assunzione del colostro e del latte materno, ma alcuni ricercatori lo pongono in relazione con il desiderio, da parte del bimbo, di manifestare la propria autonomia e l’uscita completa dalla madrea
  • A 3-4 settimane
  • A 6-8 settimane
  • A 3 mesi
  • A 6 mesi
  • A 9 mesi
  • A 12 mesi

Sinceramente è molto facile accorgersi sono proprio diversi dal solito. Percepisci il nervosismo.

Cosa fare:

  • Cercare di assecondarlo
  • Se vuole poppare anche ogni 20 min concedeteglielo
  • Cercare di rimanere calmi
  • Cercare di calmarlo, parlandogli e ccarezzandolo
  • Il bagnetto potrebbe aiutare a rilassarlo

Cercherà il più possibile di mangiare, quindi è normale averlo sempre attaccato in quei giorni, poi tanto passano non disperate.

Durano dai 2-7 giorni.

Vi accorgerete come se improvvisamente da un giorno all’altro sembreranno cresciuti. Io davvero da un giorno all’altro ho notato non gli si chiudevano più le tutine😅. Mi sono detta ma sei cresciuto nella notte 🤣

Poveri cuccioli affrontano anche loro tanti cambiamenti dobbiamo capirli, consolarli e cercare di tenere la calma, perché la nostra tranquillità serve anche a calmare il nostro bambino.

scatti di crescita