Pannolini lavabili

Pannolini lavabili

Pannolini lavabili.
Perché usarli e quali marche di pannolini ci sono.

Era un pò di tempo che avrei dovuto scrivere questo articolo sui pannolini lavabili.

Aspettavo di avere tutte le informazioni e soprattutto di averli provati, riprovati, strausati. C’è bisogno di esperienza diretta secondo me per parlarne.

Mi ero avvicinata a questa tipologia di prodotto ancora quando ero incinta di Emanuele. Forse ero al 5 mese. All’inizio non capivo molto cosa dovevo acquistare, dove e di che tipologia, insomma ero molto confusa. Ho iniziato vedendo dei video dove spiegavano le differenze.

Mi ricordo di aver raccontato la mia voglia di intraprendere questa strada ai vari parenti e amici. Mi hanno tutti sconsigliato l’acquisto, non avendo mai avuto esperienze dirette, dicendomi, ti diamo 2 settimane, poi vedrai che non li vuoi più usare!

Sinceramente la prima cosa che mi aveva fatto pensare di utilizzarli è stato il fattore economico. Sarei rimasta a casa 4-6 mesi e avendo la partita IVA non avrei incassato nulla, quindi bisognava risparmiare. Poi comunque l’idea di non inquinare e di non avere sacchi e sacchi di pattumiera da buttare, mi faceva sentire meglio.

Quindi gli ultimi 2 mesi della gravidanza mi sono attivata per acquistare alcune marche diverse.
Ho capito che è meglio prenderne di marche diverse così da vedere con quali ci si trova meglio e ogni pannolino ha anche vestibilità differenti.

Il primo approccio con i pannolini lavabili

  • selezionare 3 o 4 marche diverse
  • per avere un ricambio e non fare troppe lavatrici (ogni 2-3 giorni) è utile averne 20-25
  • esistono tante marche e tanti prezzi differenti, non è detto che più spendi e più ti trovi bene, ci sono anche marche più economiche ma con una buona assorbenza

Io ho scelto i pannolini pocket con cui mi trovo molto bene. Hanno una cover impermeabile e degli inserti assorbenti di cotone da inserire all’interno della cover.

Hanno fantasie molto belle, colorate e fantasiose, che danno un tocco di originalità.

Pannolini Lavabili - Tipologie di modelli e taglie disponibili

Taglie

Taglia S: per i neonati o newborn 3-9 kg

Taglia L: dai 9-15 kg

Taglia unica: 5-18 kg

Con bottoni o con chiusura a velcro

Io ho preso taglia unica.

Preferisco la chiusura a bottoni è più facile regolare il giro coscia.

Siccome Emanuele è nato di 3 kg, ho preferito prenderli tutti da 5-18 kg. Quindi il primo mese ho aspettato ad usarli fino a raggiungere i 5 kg. Sinceramente penso che sia più comodo aspettare dal 2 mese. Il primo mese i cambi sono molto frequenti, si ha davvero poco tempo e ci si deve riprendere dal parto.

Ci vuole un po di tempo per ingranare e capire come organizzarsi ma poi vi verrà naturale e non vorrete più tornare indietro. Poi vedere il culetto del vostro bambino così bello ripagherà tutto.

Come si lavano

Cover: in lavatrice a 40 gradi

Inseriti: in microfibra o cotone fino a 60 gradi in lavatrice

Detersivo: delicato naturale e se volete pochissimo ammorbidente naturale (tipo winnis)

Non preoccupatevi se gli inserti escono un pò gialli. Se stesi al sole si sbiancheranno completamente.

Io non ci credevo ma è vero!

Sbiancante: percarbonato di sodio, se necessita di candeggio naturale. Non usate candeggina che può rovinare gli inserti e render meno assorbente.

All’inizio è utile lavare almeno una volta la cover impermeabile e 2-3 volte almeno gli inserti assorbenti. Più si lavano e più assorbono.

E’ possibile lavarli anche con il resto della biancheria.

Per l’asciugatura: se è possibile al sole, in poche ore sono asciutti. Se è brutto tempo o fa freddo, in casa. Le cover in massimo una giornata sono asciutte, invece gli inserti ci vogliono anche 2 giorni. Se avete l’asciugatrice potete utilizzarla.

Pannolini Lavabili - Come devono essere lavati

Cambio pannolini lavabili

I pannolini dovrebbero essere cambiati ogni 3-4 ore, ma io ho provato anche a cambiarlo dopo 6-7 ore e il culetto era super bello.

Io uso anche delle veline raccogli pupù biodegradabili che metto tra il culetto del bimbo e il pannolino lavabile, utili per la raccolta della cacca e per sporcare poco il pannolino.

Se il pannolino è sporco di cacca, dopo aver buttato la velina nel wc, lo sciacquo con acqua calda e lo spazzolo per rimuovere tutta la cacca.

Pannolini Lavabili - Come cambiare il proprio bimbo

Acne del poppante

Acne del poppante

Acne del poppante

Nel primo mese di vita sul viso del neonato, possono comparire dei brufoletti. Si chiama acne del poppante.

Non bisogna preoccuparsi è un normale evento che accompagna i primi mesi del neonato.

I brufoletti si presentano bianchi o con pustole rosse. Localizzati su guance, mento e fronte principalmente.

E’ bene non toccarli e neanche sfregarli per non irritare la pelle.

Un po di tempo fa si pensava fosse dovuto al latte materno, ma ultimamente è stato tutto smentito. La motivazione sembra sia dovuta a un accumulo di ormoni materni ancora in circolo dalla gravidanza, passati tramite il cordone ombelicale.

Prima del parto questi ormoni, liberamente circolanti sia nel sangue materno che in quello fetale grazie alla comunicazione ombelicale, vengono smaltiti dal fegato materno, evitandone così l’accumulo nel sangue del neonato. Il taglio del cordone ombelicale al momento del parto interrompe la comunicazione tra circolo materno e circolo del neonato, per cui gli ormoni materni, non più in grado di “tornare” al fegato materno per esserne smaltiti, debbono essere metabolizzati dal piccolo e ben meno efficiente fegato del neonato. Ne consegue l’innalzamento del livello di ormoni nel sangue del bambino. Che piano piano nelle settimane dopo la nascita il neonato smaltisce.

Se il bambino ha le unghie lunghe è bene tagliarle per non irritare ulteriormente la pelle.

E’ utile lavare il viso del neonato con sapone neutro e poi asciugare frizionando il viso, con un asciugamano morbido.

Ciclo mestruale dopo il parto

Ciclo mestruale dopo il parto

Subito dopo il parto ci sono molte perdite ematiche dovute al parto. Non a caso nella lista di cose da portare in ospedale ci sono gli assorbenti post parto e gli slip monouso.

Sono normali perdite più abbondanti del solito ciclo mestruale. Servono a ripristinare il nostro utero, anche la suzione del nostro neonato al seno incentiva il ritorno alla normalità dell’utero.

Queste perdite continuano molto abbondanti fino a una settimana 10 giorni dopo il parto, poi iniziano ad attenuarsi.

È bene in quei giorni lavarsi molto spesso con un detergente delicato e cambiarsi spesso l’assorbente siccome ci possono essere punti o comunque i cambiamenti ormonali possono facilitare infezioni.

Dopo i 10 giorni il flusso inizia a diminuire, all’inizio comunque si dovrà indossare un assorbente dopo anche un salva slip. Dura in media un mesetto tra perdite leggere e altro.

Dopo il mese per la ricomparsa del ciclo mestruale se si allatta è facile che ci vorranno mesi ora che ritorni.

Se invece non si allatta già dal secondo mese si potrebbe vedere la ricomparsa del nostro ciclo mestruale.

L’allattamento rallenta la ricomparsa del ciclo, ma non vuol dire che non è possibile rimanere incinta.

Si può avere comunque l’ovulazione, quindi è bene prendere delle precauzioni se non si vuole rimanere subito incinta.

Di solito comunque nei mesi che il ciclo non compare, i cicli mestruali sono anaovulatori. Ma succede molto spesso invece che qualche mamma rimanga incinta proprio nei primi 3 mesi dopo il parto.

Siccome gli ormoni sono completamente sballati e favoriscono anche una possibile gravidanza.

Io ho a testimonianza mia sorella che dopo 3 mesi dal parto era già incinta, comunque lei non aveva allattato.

Il ciclo invece per chi allatta potrebbe anche ricominciare anche al 5-6 mese, siccome i livelli di prolattina inibiscono l’ovulazione, bisognerà vedere, il mio non si è ancora fatto vedere.

Comunque se non ricompare dopo 6 mesi è bene segnalarlo al proprio ginecologo.

Il primo ciclo dopo il parto può essere molto più abbondante e sballare nei mesi successivi. I livelli ormonali e le nostre ovaie devono riprendere il ritmo.

Crosta lattea

Crosta lattea

Ho notato sulla testa di Emanuele la comparsa di alcune crosticine gialle. Diciamo che non si vedono molto, sono nascoste dai suoi capelli, però ormai sono passate un po di settimane e non sono ancora scomparse.

Mi sono informata dalla pediatra e mi ha detto che è crosta lattea.

L’hanno chiamata così un pò di anni fa, pensavano fosse dovuta al latte materno, ma poi è stato tutto smentito.

Da cosa è dovuta:

  • ormoni materni che alterano l’equilibrio ormonale
  • sovrapproduzione di sebo a livello del cuoio capelluto
  • processo di rigenerazione cutanea difficoltoso
  • presenza di un fungo
  • intolleranza al lattosio

Quando dura:

Dura di solito 1 mese o comunque fino al 4 mese

Come favorire la guarigione:

  • lavare i capelli con shampo neutro
  • pettinate i capelli con un pettinino per far staccare le crosticine, ma non insistere se non si staccano per non irritare la pelle
  • mettere dell’olio per tenere morbida la cute, meglio se olio di mandorle, jojoba, borragine o cocco.

Non causa fastidi al neonato e non causa problemi è solo una cosa anti estetica.

Si manifesta con una desquamazione untuosa con crosticine gialle sulla testa può espandersi alle sopracciglia, orecchie e mento.

Di solito si risolve spontaneamente senza ricorrere a rimedi e non è neanche il caso di grattare le crostine. Aspettiamo che passi intanto non si nota tanto.

Coliche del neonato

Coliche del neonato

coliche del neonato

Ho sempre sentito parlare le mie amiche, che avevano appena avuto dei bambini, delle famose coliche dei neonati.


Emanuele ha iniziato con le prime coliche intorno alla3-4 settimana.
Un giorno, ha iniziato a piangere all’improvviso e senza un reale motivo verso fine pomeriggio.

Piangeva molto insistentemente, era tutto rigido, sia le braccia che le gambe e si muoveva a scatti. La pancia era molto dura e diventava tutto rosso in faccia. L’ho detto alla pediatra e mi ha consigliato dei rimedi utili e anche delle gocce.


Come riconoscere una colica di un neonato:

  • pianto improvviso inconsolabile
  • viso paonazzo
  • gambe e braccia tese che continuano a flettersi e tirarsi
  • pugni chiusi
  • pianto serale o tardo pomeriggio che si ripete per quasi tutte le sere
  • se attaccati al seno dopo poco si staccano o rifiutano il biberon

Cosa fare:

  • cercare di calmarlo parlandogli o accarezzandolo
  • cullarlo dolcemente con movimenti ritmici
  • spostarsi in una stanza più buia e silenziosa
  • tenerlo a pancia in giù
  • massaggiare il pancino con movimenti circolari in senso orario
  • offrirgli il seno per 3-5 min o 30 gr di latte artificiale
  • cercare di essere calmi e mantenere la calma
  • cantargli una canzoncina rilassante con tono basso

Cosa fare per ridurre la frequenza delle coliche:

  • non tenerlo attacco al seno più di 15 min per seno e tenere la pausa tra una poppata e l’altra di 2 ore
  • nel caso si usi il biberon per il latte artificiale verificare la tettarella e prendere una anti colica
  • diminuire il consumo di cibi eccitanti ( the, caffè, cioccolato) e anche il consumo di latticini e uova

Quando consultare la pediatra:

  • se il pianto dura più di 3 ore
  • se il neonato è pallido
  • se il neonato ha altri sintomi ( vomito, dissenteria, febbre)
  • se non mangia o è inappetente
  • se non aumenta di peso per una settimana


In generale le coliche iniziano dalla 3-4 settimana per poi progressivamente diminuire dalla 7-8 settimana fino al 3-4 mese di vita.


Non si è ancora capito se queste crisi di pianto siano dovute a vere e proprie coliche gassose, dovute a una impreparazione dell’intestino o a una serie di fattori che non ci spieghiamo ancora.

Di sicuro l’intestino si deve ancora sistemare e sia che il neonato venga allattato al seno o con latte artificiale le coliche sono frequenti. Poi dipende dal neonato quanto durano.

Per quanto riguarda Emanuele io non ho ben capito se fossero davvero coliche o molte volte noia o aria nella pancia. Io massaggiavo il pancino tenendolo a pancia in giù e alcune volte smetteva. Se no la soluzione per Emanuele era sempre attaccarlo alla tetta, lui smetteva subito e si addormentava. Anche perché lui se inizia a piangere tanto non si calma poi da solo, si agita sempre di piu e inizia a irrigidirsi tutto.


La pediatra ci ha comunque consigliato delle goccine, che non sono altro che fermenti lattici, Reuflor gocce, 5 gocce al giorno da prendere al pomeriggio sera. Mi sembra vada meglio.

allattamento coliche neonato
Il primo bagnetto

Il primo bagnetto

il mio primo bagnetto

Uno dei momenti più emozionanti dopo il ritorno a casa è il primo bagnetto.

È un momento molto intimo e un ricordo che non ci scorderemo mai.


Per il primo bagnetto è consigliabile aspettare la caduta del cordone ombelicale.

Molti non vietano di farlo anche prima, ma poi bisogna asciugare bene il cordone ombelicale perché non deve rimanere umido per non fare infezione. Di solito il cordone si stacca dal 10-30 giorno dalla nascita. Facciamo attenzione che la base sulla pelle non sia rossa se no va fatto vedere.


Il primo bagnetto è un momento intimo che va condiviso con il papà e i familiari stretti.


Quando va fatto:

  • con mamma e papà e nel caso fratelli
  • con cordone ombelicale staccato
  • la sera dopo il pasto, prima di andare a letto, siccome concilia il sonno, lo rilassa
  • Il neonato non deve essere malato
  • Almeno una volta alla settimana, anche tutti i giorni se volete
  • Quando mamma e papà sono rilassati e hanno tempo da dedicare al piccolo


Cosa serve:

  • Vaschetta per il bagnetto in alternativa anche il lavandino del bagno se è abbastanza ampio
  • Sapone neutro liquido per neonati o anche amido di riso
  • Asciugamano per neonato o un asciugamano grande
  • Termometro acqua o si può misurare con il gomito se non scotta, deve essere 37 gradi l’acqua della vaschetta
  • Spugna morbida naturale, se no si può usare anche le mani per sciacquare il bimbo
  • Phon o stufetta per scaldare l’ambiente, devono esserci almeno 22 gradi nella stanza
  • Vestiti e pannolino puliti per il cambio

Noi abbiamo aspettato quasi 3 settimane prima di farlo, cosi che cadesse il cordone ombelicale.
Lo abbiamo fatto la sera dopo aver mangiato al seno, prima di dargli latte artificiale.

Il latte artificiale è un po pesante sarebbe meglio darglielo dopo il bagnetto. Non opportuno fare il bagnetto a stomaco vuoto perché potrebbe essere agitato e non godersi il bagno.

Emanuele era mezzo addormentato e non si è quasi accorto che era tutto nudo.😅

Alcuni neonati appena vengono messi nell’acqua siccome si sentono nudi e sentono l’acqua addosso piangono appena entrano nella vaschetta.
Se è cosi consigliano di avvolgerli in un telo leggero e immergerli nella vaschetta con addosso il telo, poi lo si toglie in acqua piano piano.

Emanuele a parte qualche faccia strana appena entra in acqua poi è bravo. L’acqua gli ricorda quando erano in pancia nel liquido amniotico e li rilassa.


Come si fa il bagnetto:

Per metterlo nella vaschetta bisogna sorreggerlo con il nostro braccio sinistro. La sua testa deve stare nell’incavo del gomito e con la mano dobbiamo tenere e sorreggere il suo braccio sinistro. Le gambe e il busto galleggeranno nella vaschetta e lui le muoverà per nuotare. La testa non deve essere immersa al massimo solo appoggiata all’acqua.

Attenzione alle orecchie a non fare entrare anqua che sono molto delicate e molto comune l’otite.

Per prima cosa si lavano le mani, le gambe, il corpo poi per utilimissimo la faccia e la testa. La testa è il punto che disperde piu calore quindi è bene non farla raffreddare.

La durata può variare da bimbo a bimbo, se piace si può tenere in acqua un po di più, comunque 15 min massimo.
Il sapone è meglio disperderlo nell’acqua della vaschetta, non va bene insaponare il neonato.

Appena uscito dall’acqua va asciugato bene anche dietro le orecchie, le ascielle, la testa va sfregata con asciugamano mai asciugata con phone.

Poi se è tranquillo gli si può fare anche un massaggio con olio alla schiena e gambe. Se invece piange per essere asciugato provate a tenerlo in braccio con l’asciugamano vicino alla stufetta cullandolo si calmera.

Poi rivestitelo e pappa e nanna.

Più diventerà grande, più il bagnetto può essere un’occasione per giocare svagarsi con anche qualche gioco insieme a mamma e papà.

Ogni bambino è diverso e anche ogni bagnetto, magari una sera gli piace un’altra frigna. Sperimentate capirete cosa preferisce il vostro bimbo

Scatti di crescita

Scatti di crescita

scatti di crescita

Sinceramente io non ne avevo mai sentito parlare.

Un giorno Emanuele, eravamo nella 3 settimana di vita, era agitatissimo, ho pensato alle coliche. Ma in realtà arrivano più avanti. Poi non piangeva, era solo molto nervoso. Io dicevo che faceva la biscia.

In braccio si dimenava tutto, anche al seno continuava a ciucciare con foga e si muoveva tantissimo con il corpo. Molte volte lo attaccavo e si continuava a staccare dalla tetta. Me la tirava, me la maltrattava che mi si erano infiammati i capezzoli. Anche se non doveva mangiare era agitato e nervoso. Non capivo cosa avesse.

Mi sono informata un attimo e essendo nella 3 settimana di vita, mi hanno detto che poteva essere uno scatto di crescita.

In pratica in pochi giorni, al massimo una settimana il neonato cresce improvvisamente.

La sua circonferenza cranica e la sua lunghezza crescono di scatto, quindi ecco il nervosismo.

Ha bisogno di più nutrimento per affrontare questo scatto improvviso e attaccandosi molto più spesso al seno lo stimola a produrre di più.


Gli scatto di crescita avvengono:

  • Il secondo giorno dopo la nascita, è legato al cambiamento della flora batterica intestinale conseguente all’assunzione del colostro e del latte materno, ma alcuni ricercatori lo pongono in relazione con il desiderio, da parte del bimbo, di manifestare la propria autonomia e l’uscita completa dalla madrea
  • A 3-4 settimane
  • A 6-8 settimane
  • A 3 mesi
  • A 6 mesi
  • A 9 mesi
  • A 12 mesi

Sinceramente è molto facile accorgersi sono proprio diversi dal solito. Percepisci il nervosismo.

Cosa fare:

  • Cercare di assecondarlo
  • Se vuole poppare anche ogni 20 min concedeteglielo
  • Cercare di rimanere calmi
  • Cercare di calmarlo, parlandogli e ccarezzandolo
  • Il bagnetto potrebbe aiutare a rilassarlo

Cercherà il più possibile di mangiare, quindi è normale averlo sempre attaccato in quei giorni, poi tanto passano non disperate.

Durano dai 2-7 giorni.

Vi accorgerete come se improvvisamente da un giorno all’altro sembreranno cresciuti. Io davvero da un giorno all’altro ho notato non gli si chiudevano più le tutine😅. Mi sono detta ma sei cresciuto nella notte 🤣

Poveri cuccioli affrontano anche loro tanti cambiamenti dobbiamo capirli, consolarli e cercare di tenere la calma, perché la nostra tranquillità serve anche a calmare il nostro bambino.

scatti di crescita
Prima visita dalla pediatra

Prima visita dalla pediatra

A un mese esatto dalla nascita è obbligatorio fare la prima visita dalla pediatra.


Per quanto riguarda la scelta della pediatra io ho scelto la prima disponibile, non avevo idea di chi prendere e tutta la burocrazia l’ha dovuta fare mio marito siccome va preso nelle prime settimane dopo il parto.


Ho chiamato la pediatra e ho prenotato la visita.

In questo periodo di covid le visite sono tutte molto diverse. Prenotazioni anticipate, guanti e mascherina, può entrare solo un adulto in buona salute e ci ha fatto anche entrare da una porta di lato non dall’ambulatorio così da ridurre al minimo i contagi. Così abbiamo fatto.

Siccome siamo arrivati che Emanuele già piangeva ha voluto fare subito la visita così che poi io potessi attaccarlo al seno per cercare di calmarlo.

Prima di fare la visita pensavo non fosse molto utile, ma solo un modo per conoscersi. Anche perché Emanuele aveva già fatto due visite in ospedale di routine dopo il parto.

Invece devo dire che mi ha stupito, è stata molto brava e preparata.

È stato pesato, misurato, ha controllato tutto il corpo, le gambe se si pregavano bene, la testa e gli ha trovato una leggera asimmetria dovuta forse a una postura nella pancia. Mi ha consigliato di tenerlo più dalla parte meno schiacciata così da farla sistemare, anche stimolarlo a girare la testa da tutti e due i lati del collo. Poi ha controllato il cuore, i polmoni, la pancia, mi ha confermato che è un po tesa quindi è soggetto a delle coliche. Ha osservato gli occhi se erano gialli, la bocca se potesse avere del mughetto. Il colore della pelle se era un bel colore.

Insomma sono tante le cose da osservare per verificare se è in buona salute e nelle visite precedenti in ospedale non erano mai state viste. Poi peso e altezza li ha inseriti in un grafico per verificare fosse in linea la sua crescita, tutto ok.

Poi abbiamo un attimo chiacchierato su quanto mangia, come calibrarmi sulle poppate siccome la mia è un’alimentazione mista.

Mi ha chiesto eventuali malattie famigliari così da capire se fare dei test.

Sono stata molto contenta, è stata molto utile. È durata 1 ora la visita. La prossima allo scadere dei 3 mesi.

Mi ha anche fatto impegnativa per visita obbligatoria alle anche, da fare e prenotare entro il 3 mese del neonato in ospedale. È anche che saró contattata per le vaccinazioni da fare anche loro entro il 3 mese.

Mi ha lasciato una parte informativa sul bambino e dei rimedi per le coliche con eventuali farmaci e anche i suoi contatti con anche il suo cv 😅

Allattamento

Allattamento

allattamento al seno

L’arrivo della montata Lattea

Arriva dal 2-5 giorno dopo il parto. La sera ho sentito un gran caldo al seno e al petto, poi in faccia una vampata di calore e poi anche dei brividi di freddo, era proprio l’arrivo del latte, la montata lattea. Ho anche misurato la febbre ne avevo 37.5, tutto normale dicono. Però non vi nascondo che il fatto di avere la febbre dopo 5 giorni di ritorno dall’ospedale mi aveva fatto preoccupare che non avessi preso il maledetto corona virus. Poi mi hanno detto di misurare la febbre al linguine o nell’orecchio. Se allatti non si misura mai alle ascelle e era tutto ok.

Differenze tra allattamento al seno e artificiale

L’allattamento al seno è davvero una fortuna per il nostro bimbo per la sua salute e un vero regalo per la sua crescita.

Ma capisco anche chi gli dà solo artificiale perché è più pratico, veloce da mangiare, il bimbo dorme di più è si sa quanto mangia, quindi più sicuro per stabilire la crescita almeno all’inizio.

L’allattamento al seno invece è molto più lungo, il bimbo si addormenta molte volte, per il profumo della sua mamma, il caldino del latte e del seno che lo tranquillizza. L’allattamento al seno può dare problemi di dolori al capezzolo perché di solito è attaccato male o si ha un capezzolo piccolo.

Come capire se cresce

Se si vuole capire quanto mangia bisogna pesarlo prima è dopo ogni pasto. Se poi come me fate alimentazione mista, seno e artificiale è ancora più complicato. Ci è voluto un pò per calibrarci e capire quanto e quando dare l’artificiale.

Al seno andrebbe allattato ogni 2 ore, di notte se richiede anche di più. Perché è proprio di notte che si stimola il seno a produrre di più. In pratica lo hai sempre attaccato.
Poi la tetta per lui è cibo, ma anche consolatoria, gioco, vicinanza alla mamma, protezione, si la tetta è tutto🥰

Da mamma quando piange e non sai più come calmarlo e cos’ha, gli dai la tetta e lui si calma subito. Alla fine sei sempre con le tette di fuori i primi mesi.

Io dicevo che stavo facendo una quarantena, dovuta al coronavirus, in topless.

Ma la fatica la si fa, per la sua salute, gli stiamo facendo un grande regalo, tanti anticorpi e tanto nutrimento.

Ogni mamma produce il latte giusto per il proprio bimbo, è davvero così.

Stiamo facendo anche a noi mamme, un regalo in salute, ci protegge da tante malattie.

Quindi il seno è decisamente più impegnativo dell’artificiale, ma più sano, quindi bisogna avere pazienza e tenere duro perché questo è un regalo che dobbiamo fare a nostro figlio, il secondo regalo dopo averlo fatto nascere😍 .

Tanti giorni avrei voluto mollare con l’allattamento al seno, dopo continui dolori al capezzolo, lui sempre attaccato, pomeriggi passati sempre sul divano ad allattare, mi sono detta, basta non ne posso più, poi un bel respiro e si ricomincia.

Il bello delle prime settimane è che ogni giorno è diverso anzi molte volte da un’ora all’altra la giornata da pessima diventa bella. Pazienza è la sola parola.


Allattamento e pannolini

Anche il controllo dei pannolini è importante, devono essere almeno 7-8 bagnati di pipì è 2-3 di cacca al giorno, se si da anche artificiale la cacca può anche essere a giorni alterni, il latte artificiale li rende un po stitici.
Il colore della cacca se allattati al seno è gialla con pezzettini bianchi, ma abbastanza liquida, con artificiale rimane più solida e più scura.

Problemi al seno per allattamento


Io per risolvere i problemi di allattamento al seno, uso la crema della Medela, che serve per far guarire i capezzoli dalle ragadi o taglietti.

E comunque dopo continui dolori al capezzolo e non mi passava ho iniziato ad usare i coprì capezzoli della Medela per ogni allattamento e non li ho più abbandonati, non ho più dolore mi sono guariti i capezzoli, ed Emanuele riesce a mangiare.

I coprì capezzoli non sono ben accettati da tutti i neonati specialmente se solo allattati al seno perché non capiscono cosa devono fare, ma il mio usando già il biberon non ha avuto problemi.

Il biberon che sto usando è quello che imita la suzione del seno, sempre della Medela, si chiama Calma, gli altri biberon non riusciva a succhiare siccome è abituato alla suzione della tetta.


Poi prima di ogni allattamento mi hanno consigliato di fare un massaggio con panno e acqua calda, al seno, così da permettere al seno di svuotarsi molto più velocemente quando il bambino succhia perché attiva tutte le ghiandole. Evitando di farvi venire la mastite molto comune purtroppo.

Posizioni per allattamento

Sulle posizioni per allattare ognuno dovrebbe provare e trovare la sua posizione preferita.

Io sono partita con la posizione classica dove lui è sdraiato sulla nostra pancia e alternavo con quella chiamata rugby, dove il bimbo è posizionato di lato alla vita con la nostra pancia libera. A lui queste posizioni per le prime settimane piacevano e io riuscivo a gestire meglio, l’allattamento. Siccome sia io che lui dovevamo fare un po di pratica sull’attacco al capezzolo corretto così da non aver dolore. In questo caso usavo il cuscino per allattamento per darmi una mano.

Poi sono passata alla posizione più comoda dove lui e sopra, pancia contro pancia che mi permette di essere rilassata sul divano o sulla poltrona. E fare attenzione all’attacco naso bimbo e nostro capezzolo cosi da avere un attacco al seno corrento. Più l’attacco è corrento più l’allattamento sarà piacevole e non doloroso. Se avete dolore è sicuramente attaccato male e rischiate vi vengano le ragadi, quindi attenzione.

Integratori per aumentare il latte

In ospedale mi hanno consigliato un integratore per aumentare la produzione di latte, si chiama Più Latte dell’Umana, sono bustine, 1 al giorno. Poi la pediatra mi ha consigliato anche di fare una volta al giorno la tisana galattogena. Si trova tutto in farmacia. Ho notato che un pò è aumentato il mio latte.

allattamento al seno
Il ritorno a casa con il neonato

Il ritorno a casa con il neonato

Già al corso preparto avevano cercato di farci immaginare come sarebbe stato, ma è sempre stata confusa quell’immagine.

I miei dubbi erano capire perché piangeva e così poter soddisfare i suoi bisogni. Anche l’idea della notte e lui che piangeva, avevo dei dubbi che lo sentissi nel sonno siccome sono sempre stata una che aveva il sonno pesante. Il marito più volte usciva di notte con i cani per i loro bisogni e io non mi accorgevo di nulla.

Ecco com’èra la mia vita prima di Emanuele😅.

I primi giorni non sono stati facili, Emanuele è in generale un pò piangiotto, lui si sveglia e già piange, ha pochi momenti di tranquillità a parte quando dorme.

All’inizio anche lui poveretto deve capire come funziona la vita fuori dalla pancia. Dopo 3 giorni che sono tornata dall’ospedale fortunatamente mi è arrivata la montata Lattea è stata già una vera fortuna.

Mi sono svegliata il mattino e ho guardato la mia maglietta era tutta bagnata sui seni, non capivo ho alzato la maglia e colavo come una mucca. Subito ho attacco Emanuele che non vedeva l’ora siccome era sempre stato un mangione.

Mi aveva conciato i capezzoli che mi usciva il sangue perché non usciva nulla a parte il colostro. Appena ha finito di mangiare si è addormentato per 2 ore, era in coma, penso che anche lui non ci credesse 🤣.

Con l’arrivo del latte e con qualche biberon di artificiale e cambiando un attimo la posizione di allattamento, pancia contro pancia in verticale sul petto, le settimane sono volate e anche Emanuele piangeva di meno perché mangiava.

La notte allattando al seno non è così tanto dura.

Basta tirare fuori la tetta e attaccarlo poi io mi riaddormento finché non finisce di mangiare e lo sdraio nel lettone di fianco a me. Ci abbiamo provato in ogni modo a metterlo a dormire di giorno e di notte nella sua culla, ma 10 min e si sveglia non c’è verso. Ci sono notti che si dorme anche 4-5 ore di fila altre che ogni ora sono sveglia che vuole mangiare, dipende. Diciamo che i primi 2-3 mesi non c’è una regola si deve ancora stabilizzare la situazione.


Le giornate volano davvero. Ok che siamo comunque in quarantena per il corona virus come tutti, ma tra allattamento, cambi pannolino e dormite, arriva sera e non ti sei accorto e molte volte neanche lavato la faccia. La cosa buona di questa quarantena che mio marito può lavorare da casa e si è davvero goduto Emanuele e i suoi primi mesi, non sarebbe mai potuto succedere senza il virus, quindi di questo lo ringrazio 🥰.


Ma del fatto che nessun parente abbia potuto vedere Emanuele, ma solo tramite video chat, mi dispiace molto, ma non si può avere tutto.


Comunque le prime settimana le ho passate davvero sul divano con lui attaccato al seno, ero davvero molto stanca, non avevo voglia di fare nulla.

Per 10 giorni ho dovuto comunque continuare a prendere 2 antibiotici 2 volte al giorno con punture di eparina e sciroppo per scaricarsi, tutto per l’episotomia dovuta al parto. Quindi anche fisicamente ho iniziato a sentirmi meglio dalla 3 settimana, che mi sentivo davvero di fare qualcosa, oltre curare il mio bambino.

È giusto darsi tutto il tempo per riprendersi e concentrarsi solo sul proprio neonato.

Se lui sta bene noi stiamo bene, il resto pulizie ecc.. può aspettare, non c’è fretta. E facendo così io sono stata benissimo quei famosi pianti o umore altalenante io non mi sono accorta, ero felice e tranquilla con il mio bimbo in braccio.